I rientri in classe
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Mentre il Codacons stima spese fino a 1.300 euro a studente, all'estero è sempre più diffuso il comodato d'uso gratuito dei libri. Una misura di welfare scolastico che va incontro alle famiglie e che, progressivamente, inizia a vedersi anche nelle nostre scuole
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Qualcuno è già tornato sui banchi, altri lo faranno a giorni. Tra inizi anticipati, recuperi e primi consigli docenti, possiamo tranquillamente affermare che l'anno scolastico 2026/2027 è ufficialmente iniziato. In questi giorni se ne è parlato molto, e per diverse ragioni. Già a fine agosto si è discusso della partenza, in Emilia-Romagna, della sperimentazione che ha visto gli studenti della primaria rientrare in classe per primi: un'iniziativa fortemente caldeggiata dalla Regione per cercare di venire incontro alle esigenze delle famiglie.
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Ma se ne è parlato anche per via dei rincari, ovvero delle spese a cui le famiglie ogni anno devono far fronte per acquistare libri di testo, materiale didattico e dizionari, ma anche per i servizi di mensa e trasporto. Per i libri di testo la normativa fissa comunque dei tetti di spesa distinti per ordine e grado con possibilità di sforamento fino al 20%, aggiornati dal Ministero ogni anno. Per il 2026/2027 il riferimento è il Decreto Ministeriale 51 del 26 marzo 2026, integrato dalla Nota MIM 97152 del 31 marzo 2026, e prevede per la scuola secondaria di primo grado (medie) tetti complessivi di 303 euro per la classe prima, 121 euro per la seconda, 136 euro per la terza. Per la scuola secondaria di secondo grado i tetti variano per indirizzo di studio. Discorso diverso alle elementari dove i testi sono forniti gratuitamente.
Nei giorni scorsi il Codacons aveva stimato una spesa che può arrivare a toccare anche i 1.300 euro, comprensiva di libri di testo, dizionari e corredo scolastico, con rincari compresi tra il +2% e il +4% rispetto allo scorso anno per il corredo, e dell'1,8% per i testi. A stretto giro, però, è arrivata la replica di Federcartolai Confcommercio che ha parlato di "cifre gonfiate". E non sarebbe la prima volta, secondo l'associazione: "Quest'anno la cifra ipotizzata è di 1.300 euro a studente. La stessa, identica cifra del 2024/2025 e del 2025/2026. Tre anni, stesso numero tondo: o il costo della vita si è congelato nel 2023, o quella cifra viene ricopiata ogni agosto senza che nessuno si scomodi a verificarla" fanno sapere.
Ma a pesare sul bilancio familiare, ovviamente, non sono solo libri e quaderni. Concorrono ad aumentare i costi anche le spese per il servizio mensa e per il trasporto, i cui costi variano da comune a comune.
Per tutte queste voci di spesa in Italia esistono forme di sostegno e agevolazioni che variano in base alla zona di residenza. Bonus, sconti, voucher, doti scuola, doti di merito e borse di studio sono solo alcuni degli strumenti messi in campo da regioni, province e comuni, per sostenere soprattutto le famiglie a basso reddito. Le agevolazioni e i contributi sono quasi sempre parametrati all'ISEE. Sulla questione trasporto, aggiunge Federconsumatori, non è più attivo il "bonus trasporti nazionale" ma il Governo ha scelto di far confluire le risorse in strumenti di welfare più ampi, come la "Carta Dedicata a Te", destinata ai nuclei familiari con ISEE basso, che può essere utilizzata anche per l'acquisto di carburanti o abbonamenti ai mezzi pubblici. Oltre a questo, ci sono tutta una serie di iniziative territoriali che possono arrivare a coprire anche il 100% del costo dell'abbonamento per chi possiede determinati requisiti di reddito o di merito scolastico, spiega ancora Federconsumatori.
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Al di là delle agevolazioni messe in campo dai vari enti istituzionali, ci sono poi altri metodi per contenere la spesa che si stanno diffondendo sempre più. Li illustra bene Federconsumatori, sottolineando tra questi l'acquisto di libri usati e il "comodato d'uso". Quest'ultimo uno strumento progressivamente si sta facendo spazio anche in Italia e viene promosso e gestito in autonomia dai singoli istituto scolastici, mentre all'estero la sua applicazione è molto più strutturata.
Fa eccezione nel nostro Paese realtà come il Friuli Venezia Giulia. Qui, dopo il periodo della scuola primaria in cui i libri vengono forniti gratuitamente esattamente come nel resto dello Stivale, con il passaggio alla scuola secondaria di primo grado è previsto il comodato d'uso. La formula prevede la distribuzione dei libri di testo da parte della scuola: lo studente li utilizzerà per poi restituirli al termine dell'anno scolastico. Lo stesso discorso vale anche nel secondo ciclo di istruzione, con modalità definite dal sistema scolastico provinciale. I testi scolastici che non rientrano nella dotazione libraria della scuola restano invece a carico delle famiglie.
Ancora diversa è la situazione in Valle d'Aosta: qui, fin dal 1975, la Regione prevede la fornitura gratuita degli strumenti didattici, compresi i libri, agli studenti delle scuole primarie e secondarie dipendenti dalla Regione e delle scuole paritarie regionali. È una misura storica, consolidata in oltre cinquant'anni di applicazione e unica nel panorama delle regioni italiane. Per le famiglie in possesso di determinati requisiti sono disponibili anche borse di studio che comprendono cancelleria, sussidi didattici, componenti informatiche e altre spese scolastiche.
"La relazione della Commissione europea sugli investimenti nell'insegnamento pubblicata lo scorso 1 settembre – sottolinea Giuseppe d'Aprile, segretario generale Uil Scuola – evidenzia come l'Italia destini all'istruzione circa l'8% della spesa pubblica complessiva, mentre la media UE si attesta attorno al 9,7%. Per questo servono più contributi per l'acquisto dei testi, una platea più ampia di beneficiari e un investimento sul comodato d'uso gratuito, fornendo alle scuole le risorse necessarie per acquistare i testi, metterli a disposizione degli studenti e riutilizzarli negli anni successivi", conclude d'Aprile.
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All'estero uno dei Paesi in cui la spesa scolastica a carico delle famiglie è tra le più contenute è la Svezia. Annalisa Spinelli, docente italiana che da diversi anni insegna proprio lì, spiega che i libri di testo, i materiali didattici e gli strumenti digitali vengono distribuiti gratuitamente dalla scuola agli studenti. "C'è molta attenzione a non sprecare", ci spiega Annalisa. "Anche la mensa è completamente gratuita. Fino ai 10 anni la scuola apre alle 7 del mattino e fornisce anche la colazione. Dalla scuola secondaria in poi, al posto della colazione vengono offerti lo spuntino di metà mattina e quello di metà pomeriggio". "Il trasporto per gli studenti", prosegue la docente, "è un servizio gratuito che viene garantito dal comune di residenza agli studenti che abitano a una certa distanza da scuola, e copre solo l'orario scolastico".
Una fotografia precisa di altri Paesi ci arriva direttamente dalla Uil Scuola. Si parte con la Finlandia, dove, nella scuola di base, è garantita la fornitura di libri, materiale didattico e strumenti necessari allo studio, gratuiti per tutti gli studenti. La gratuità si estende in buona parte anche alla scuola secondaria. Il sistema comprende inoltre il pasto scolastico gratuito e, in determinate condizioni, il trasporto, ad esempio quando la distanza da scuola è elevata o il percorso presenta particolari difficoltà. Nella secondaria superiore rientrano nella gratuità anche gli strumenti digitali previsti per la didattica, come il computer.
Tra i Paesi più avanzati spicca anche la Norvegia, dove in linea generale le istituzioni scolastiche mettono a disposizione tutto l'occorrente per seguire le lezioni. Possono esserci spese a carico delle famiglie solo per alcuni materiali e attrezzature individuali richieste da determinati percorsi scolastici. Sono inoltre disponibili specifiche forme di sostegno per gli studenti che vivono lontano dalla famiglia, affrontano lunghi tragitti casa-scuola o appartengono a nuclei con redditi più bassi.
Condizioni simili si ritrovano in Danimarca, dove in linea generale i libri di testo sono garantiti gratuitamente agli studenti, anche se ci possono essere dei costi per dei materiali specifici come dizionari o calcolatrici, ma sempre entro dei limiti stabiliti. Il tetto indicato è di circa 2.500 corone danesi. In Norvegia e Danimarca non c’è invece un sistema generalizzato di mensa gratuita paragonabile a quello finlandese e svedese, mentre per il trasporto sono previste forme di gratuità al verificarsi di determinate condizioni, legate soprattutto alla distanza o alle caratteristiche del tragitto.
In Germania invece, specifica la Uil Scuola, è particolarmente sviluppato il sistema del prestito o del comodato d'uso gratuito dei libri scolastici: lo studente utilizza i testi e successivamente li restituisce, consentendone il riutilizzo negli anni successivi. In alcuni casi viene richiesta una cauzione, che viene restituita quando i libri vengono riconsegnati in buone condizioni. La mensa è a pagamento, con costi e agevolazioni che cambiano tra Länder e Comuni; anche per il trasporto il sistema varia territorialmente e può prevedere gratuità, rimborsi o una compartecipazione delle famiglie.
La Francia garantisce la gratuità dei testi scolastici fino alla conclusione del collège, corrispondente sostanzialmente alla scuola secondaria di primo grado italiana: i ragazzi utilizzano anche in questo caso il sistema del comodato d'uso. Al lycée invece il quadro cambia: formalmente i libri possono essere a carico delle famiglie, ma numerose regioni finanziano i manuali o le licenze digitali destinati agli studenti. Restano possibili, invece, le spese per il materiale scolastico individuale e la cancelleria. Sul fronte della mensa e dei trasporti la Francia assomiglia molto all'Italia: il pasto è generalmente a pagamento ma sovvenzionato, con tariffe che possono essere modulate in base al reddito familiare. Le famiglie in difficoltà, spiega Bamian, insegnante a Parigi, possono beneficiare di forme di sostegno come il "fonds social pour les cantines". Il trasporto e le relative agevolazioni dipendono invece dagli enti territoriali. A Parigi, ad esempio, aggiunge Bamian, "gli studenti possono usufruire della rete dei trasporti pubblici beneficiando di abbonamenti specifici come "Imagine R", in parte sovvenzionati dalla Regione".
In Spagna non esiste un modello identico in tutto il Paese: i sistemi di gratuità, l'aiuto economico e il prestito dei libri dipendono in larga misura dalle Comunità Autonome, spiega la Uil Scuola. A livello nazionale esiste un programma di finanziamento destinato ai libri di testo e ai materiali didattici, con particolare attenzione alle famiglie in condizioni economiche più svantaggiate. Sia la mensa sia il trasporto possono beneficiare di aiuti, borse o forme di gratuità, ma il sistema cambia sensibilmente tra le diverse realtà locali.
Spostandoci nei Paesi Bassi, la scuola fornisce gratuitamente libri di testo, eserciziari, materiali per la preparazione agli esami, materiali digitali e le relative licenze. Possono invece rimanere a carico delle famiglie atlanti, dizionari, calcolatrici, e ancora diari, quaderni e penne. Per gli strumenti digitali come i computer, la scuola può chiedere alla famiglia di acquistarli ma non può imporlo: se la famiglia non può o non intende sostenere la spesa, deve essere garantita un'alternativa adeguata, ad esempio attraverso un dispositivo messo a disposizione dalla scuola stessa. Non esiste una mensa scolastica gratuita generalizzata; per il trasporto possono intervenire i comuni con rimborsi o sostegni.
Anche in Belgio esistono dei sistemi di prestito e riutilizzo dei materiali, volti a incentivare l'abbattimento delle spese scolastiche per le famiglie, con regole che però variano tra le diverse comunità linguistiche del Paese. Nelle Fiandre, ad esempio, è prevista una lista di materiali che devono essere messi gratuitamente a disposizione degli alunni della scuola di base. La mensa è generalmente a pagamento e le agevolazioni per pasti e trasporto variano in base alle diverse Comunità.
Spostandoci a Est, portiamo l'esempio dell'Ungheria. Qui, spiega Eszter Hermann insegnante, "l'istruzione i testi scolastici sono forniti in modalità gratuita fino ai 12 anni. La scuola, inoltre, offre in prestito il laptop per tutta la durata degli studi. I pasti scolastici sono distribuiti gratuitamente in caso di famiglie in gravi difficoltà. Il trasporto casa-scuola è gratuito per i ragazzi fino ai 14 anni, mentre al di sopra di questa età viene offerto con uno sconto del 90%". Tra le curiosità del sistema scolastico ungherese, spiega Eszter, spiccano servizi gratuiti come "la figura del medico scolastico all'interno del plesso, che effettua screening medici e vaccinazioni obbligatorie. E poi il servizio del dentista scolastico con due visite annuali e specifici interventi. Infine, all'ultimo anno delle superiori, è prevista anche la preparazione e l'esame teorico per la patente B, mentre le pratiche di guida rimangono a carico delle famiglie".
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Anche nei Paesi extra UE la situazione a livello di costi scolastici varia sensibilmente. Nel Regno Unito i libri di testo per gli studenti che frequentano le scuole statali (state schools) non sono a carico delle famiglie. I manuali e i materiali didattici necessari per le lezioni vengono in linea di massima forniti direttamente dalla scuola, ad esempio con la formula del noleggio. "Occorre anche tenere conto che, negli ultimi anni, i testi cartacei sono sempre più sostituiti da supporti digitali, un po' sulla scorta dell'esempio svedese" spiega Anna Proudfoot, fino al 2021 docente universitaria della Open University e dell'Oxford Brookes University. "Pur risparmiando sui libri di testo, i genitori britannici devono comunque provvedere a diverse altre spese: uniformi, cancelleria e pasti scolastici".
Secondo i dati pubblicati dal Child Poverty Action Group in collaborazione con l'università di Loughborough, per garantire a un bambino uno standard di partecipazione scolastica socialmente accettabile sono necessarie poco più di 1.000 sterline all'anno nella scuola primaria, e quasi 2.300 in quella secondaria. Si tratta di un budget che, secondo l'associazione, copre unicamente le necessità di base. La ricerca rivela un incremento dei costi significativo, avvenuto nell'arco di un biennio: tra il 2022 e il 2024, infatti, la spesa legata alla frequenza scolastica è aumentata del 16% per gli alunni della primaria e del 30% per la secondaria. Si tratta di una progressione che ha superato sia l'andamento generale dell'inflazione (attestatasi all'8%), sia la crescita media dei salari, che nello stesso periodo è stata del 12%.
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"Esistono tuttavia delle forme di sostegno per le famiglie in particolare difficoltà: ad esempio i "Pupil Premium" prosegue Anna, "che sono fondi volti a supportare gli studenti svantaggiati". Il Pupil Premium non viene erogato in denaro direttamente alle famiglie, ma viene assegnato direttamente alle scuole: l'istituto ottiene un budget extra per ciascun alunno che soddisfa determinati criteri d'inclusione, da spendere in risorse educative e attività di supporto. Sul fronte trasporti la situazione è molto diversificata. Il servizio è gratuito per gli studenti della scuola dell'obbligo (5-16 anni) che frequentano la scuola statale idonea più vicina e rientrano in determinate categorie.
Spostandoci oltreoceano incontriamo situazioni ancora diverse. Agnese, mamma di due bambini in età scolare, ad esempio vive da pochi mesi in Messico. Nel Paese la scuola dell'obbligo va dai 3 ai 18 anni e i testi scolastici sono gratuiti per tutto il periodo, gestiti dalla SEP (Secretaría de Educación Pública). Le famiglie sostengono invece i costi per il materiale e per le uniformi. La mensa in genere non è prevista: in quasi tutte le scuole il pranzo viene portato da casa o viene acquistato all'interno del plesso o nelle vicinanze a spese della famiglia. Non esiste un sistema nazionale di trasporto casa-scuola; in alcune zone ci sono specifici programmi di trasporto gratuito o sovvenzionato, in particolare dedicati agli studenti di aree rurali difficilmente raggiungibili.
Negli Stati Uniti la testimonianza ci arriva da Philip Bognar, anche lui docente, che ha lavorato sia nelle scuole superiori pubbliche sia nei college privati. Oggi insegna nel Missouri: "In linea di massima, qui a Saint Louis - e in buona parte degli Stati Uniti - le scuole pubbliche sono gratuite, in quanto finanziate dalle tasse sulla proprietà pagate dai residenti. I libri generalmente sono forniti in prestito dalla scuola fino alla fine della High School (18 anni). Ovviamente, le spese scolastiche a carico delle famiglie includono altre voci, come ad esempio l'abbigliamento. Per quanto riguarda i pasti scolastici la spesa per il pranzo è a carico delle famiglie che possono scegliere se mangiare in mensa oppure portarsi il cibo da casa. Alcuni studenti hanno invece diritto a pasti gratuiti o a costo ridotto. Questo beneficio dipende dal reddito familiare e i genitori possono fare domanda tramite il proprio distretto scolastico. Il distretto in cui mi trovo, e dove mi sono diplomato, si chiama Rockwood School District: è un grande distretto scolastico suburbano nella contea di St. Louis, nel Missouri. I pasti gratuiti o a prezzo ridotto sono destinati ai ragazzi le cui famiglie si trovano in difficoltà economica e sono finanziati dai contribuenti".
Sul fronte del materiale scolastico, Philip aggiunge: "È un argomento interessante. Di solito sono gli studenti o le loro famiglie a provvedere all'acquisto. Nelle scuole con bambini a basso reddito, invece, il materiale viene spesso fornito direttamente. In questi contesti si organizzano molte raccolte di vestiti, generi alimentari e articoli scolastici. Ad esempio, le persone si mobilitano per riempire gli zaini con penne, matite e tutto il necessario. È una sorta di sforzo comunitario guidato da privati cittadini che desiderano solo assicurarsi che i bambini abbiano il meglio. Spesso c'è così tanta solidarietà che alcuni bambini nei distretti svantaggiati finiscono per ricevere persino più materiale del necessario".
Infine, per quanto riguarda il trasporto e la mobilità nelle scuole pubbliche il servizio è generalmente gestito tramite scuolabus e gratuito. Per avere diritto al posto a bordo, lo studente deve vivere a una certa distanza minima dalla scuola (spesso tra 1 e 3,5 miglia, a seconda delle leggi dello Stato e del distretto).