Il conto della ripartenza: dalla spesa alle bollette, passando per benzina, trasporti, scuola e attività dei figli
Da un lato la simultaneità di tutte le spese obbligate, dall'altro i rincari che quest'anno si preannunciano significativi anche come effetto delle tensioni internazionali
di Giuliana Grimaldi© Istockphoto / Tgcom24
Dopo la quasi paralisi agostana, a settembre il Paese si rimette in moto, sì, ma a quale prezzo... Il ritorno a scuola e al lavoro si traduce per le famiglie italiane in un appuntamento assai spiacevole con portafoglio e calcolatrice. Per almeno due motivi: da un lato la simultaneità di tutte le spese obbligate, dall'altro i rincari che quest'anno si preannunciano significativi anche come effetto delle tensioni internazionali.
Sui bilanci domestici già provati dagli aumenti di luce e gas, benzina, gasolio e alimentari, si abbatteranno pure gli extra per libri e corredo scolastico e le quote di iscrizione per tutte le attività pomeridiane che i figli frequenteranno nel corso dell'anno. E con un'inflazione annua al 2,9% a luglio, la ripartenza rischia di diventare uno slalom impossibile tra un'uscita indispensabile e l'altra.
Bollette sempre più gonfiate
Secondo le stime di Facile.it, tra settembre e dicembre una famiglia tipo sul mercato libero con prezzo indicizzato potrebbe spendere 982 euro per luce e gas, 270 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un aumento che può arrivare al 40%. Nel dettaglio, la spesa stimata per l'elettricità è di 273 euro (+27%), quella per il gas di 709 euro (+43%). Le quotazioni all'ingrosso utilizzate per le previsioni indicano inoltre un PUN dell'elettricità in crescita del 65% e un PSV del gas del 113% su base annua.
Anche le stime di Nomisma Energia riportate dal "Corriere della Sera" fotografano una forte pressione sulle famiglie: nel 2026 la spesa potrebbe aumentare di 110 euro per l'elettricità (+14%) e di 347 euro per il gas (+30%) rispetto all'anno precedente. Una situazione che rende particolarmente rilevante anche la scelta tra offerte indicizzate e a prezzo fisso.
Il pieno costa sempre di più
Il secondo fronte del salasso è quello dei carburanti. Il prezzo medio self service viaggia sui 2,014 euro al litro per la benzina e 2,131 euro per il gasolio sulla rete stradale nazionale. In autostrada si sale rispettivamente a 2,095 e 2,206 euro al litro. Lo sconto sulle accise del gasolio, pari a circa 17 centesimi al litro alla pompa, è stato prorogato fino al 5 settembre. Ma la misura è temporanea. Secondo Nomisma Energia, una famiglia tipo che consuma mille litri di carburante all'anno spenderà nel 2026 circa 356 euro in più rispetto al 2025, con un aumento del 22%. Il caro carburanti non pesa soltanto sul pieno dell'auto, ma avrà ripercussioni anche sui costi di trasporto delle merci e quindi, potenzialmente, sui prezzi finali di molti beni e sul quel fronte le stime sono difficili, al momento, da tirare.
Auto, RC Auto, aerei e trasporto pubblico
Per chi utilizza l'auto si aggiunge la polizza. A luglio il premio medio nazionale RC Auto era in media di 646,97 euro, in calo dell'1,3% su base annua ma in aumento del 3,7% rispetto a sei mesi prima. Le differenze territoriali restano molto ampie: in Campania il premio medio raggiunge 1.010,11 euro, contro i 456,73 euro del Friuli-Venezia Giulia e i 532,18 euro del Veneto.
Anche gli altri mezzi di trasporto registrano aumenti. Tra febbraio e luglio i prezzi dei trasporti sono cresciuti mediamente del 5,4% in Italia. I voli nazionali, a luglio, costavano il 6,2% in più rispetto a un anno prima e nei prossimi mesi l'aumento dei biglietti aerei potrebbe arrivare al 10-15%. Il trasporto marittimo ha già registrato rincari medi del 15%.
Sui mezzi pubblici gli aumenti variano da territorio a territorio. In Lombardia sono indicati incrementi del 3,889% per i servizi ferroviari di Trenord e dell'1,857% per il trasporto pubblico locale; nella provincia di Venezia gli aumenti sono compresi tra il 5 e il 10%. In Campania il trasporto è già salito del 5,8%, in Emilia-Romagna dell'1,32%.
Scuola, quasi 1.500 euro a figlio
Settembre porta poi l'ineludibile spesa scolastica. Secondo Federconsumatori, per ogni studente il materiale scolastico costa in media 673,60 euro, il 2,3% in più rispetto al 2025. Ai quali si aggiungono 545,66 euro medi per i libri, in aumento dell'1,6%.
Per chi inizia un nuovo ciclo il conto sale ulteriormente. Uno studente di prima media spenderà 561,61 euro per libri e due dizionari (+1,2%), mentre per uno di prima superiore libri e quattro dizionari arrivano a 805,15 euro. Con il corredo scolastico e i ricambi, la spesa complessiva per uno studente di prima superiore raggiunge circa 1.478,75 euro.
E dopo la scuola arrivano sport e corsi
A settembre molte famiglie devono mettere in conto anche le iscrizioni alle attività extrascolastiche: sport, danza, musica, lingue e altri corsi. Secondo il Centro studi Moneyfarm per un bambino tra i 6 e gli 8 anni l'attività sportiva può costare da 1.000 a 2.250 euro l'anno; un corso bisettimanale può invece variare tra 20 e 110 euro al mese. Anche i prezzi dei servizi ricreativi e sportivi sono aumentati negli ultimi anni: +4,7% nel 2022, +6,1% nel 2023 e +5,2% nel 2024, secondo i dati Eurostat riportati nel Rapporto Sport 2025. La detrazione Irpef c'è, è vero, ma si recupera appena il 19% delle spese sportive dei figli tra 5 e 18 anni, con però, un tetto di spesa di appena 210 euro l'anno per figlio, invariato dal 2006: alla fine il beneficio fiscale massimo è di 39,90 euro.
Il carrello della spesa sempre più vuoto
L'altro versante di spesa è quello alimentare: a luglio l'inflazione degli alimentari lavorati era ancora negativa, al -0,2%, perché le imprese stanno assorbendo parte degli aumenti per evitare bruschi rialzi dei listini. Ma sui prodotti freschi pesano soprattutto clima e disponibilità delle materie prime.
La siccità ha ridotto del 20-25% la produzione europea di patate, mentre per le uova i prezzi sono in crescita per l'aumento della domanda e la riduzione della produzione. A questo si aggiungono i maggiori costi di energia e trasporto, che attraversano tutta la filiera agroalimentare.
