Scuola, i 15enni italiani sopra la media OCSE
L’indagine OCSE PISA 2025 promuove gli studenti italiani: in Lettura, Matematica e Scienze facciamo meglio degli altri. Ma c’è ancora molta strada da fare per ridurre il gap tra chi nasce in famiglie avvantaggiate e chi no
© Ansa
In un quadro internazionale in cui le competenze scolastiche sono in caduta libera, l’Italia riesce a reggere il colpo. E, almeno rispetto agli altri Paesi, guadagna terreno. I quindicenni italiani si piazzano infatti sopra la media OCSE in tutte e tre le aree fondamentali analizzate dal rapporto PISA 2025: Lettura, Matematica e Scienze. Proprio in Scienze, materia al centro dell’ultima rilevazione, arriva anche un miglioramento rispetto al 2022.
La nuova fotografia scattata dal report OCSE PISA - la più grande indagine internazionale sulle competenze degli adolescenti - restituisce così un quadro decisamente positivo per la scuola italiana, soprattutto se confrontato con quello di molti altri sistemi educativi. Alla rilevazione 2025 hanno partecipato oltre 760 mila studenti di 91 Paesi ed economie, chiamati a dimostrare quanto sappiano utilizzare ciò che hanno imparato per affrontare problemi e situazioni del mondo reale.
Una tenuta rivendicata anche dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, secondo cui i risultati confermano “i segnali positivi già emersi nell’ultima rilevazione Invalsi”. Per il ministro, “la scuola italiana si è mostrata un sistema solido” e, nonostante l’arretramento registrato in diversi Paesi, sarebbe riuscita anche a “ridurre i divari storici tra Nord e Sud”.
Il rendimento dell’Italia arriva, infatti, proprio mentre molti altri Paesi dell’area arrancano. Come sottolinea il portale Skuola.net, che ha analizzato i principali dati dell’indagine, questo rende il posizionamento dei nostri studenti ancora più rilevante, pur richiedendo cautela nel confronto con la serie storica.
E se è vero che l'indagine ci consegna un risultato che pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare, è altrettanto vero che restano due sfide impossibili da ignorare: risollevare i risultati assoluti nelle materie in calo e fare in modo che il successo scolastico dipenda sempre meno dalla famiglia e dal territorio di nascita di uno studente.
Scienze, Italia in ascesa
Il dato più netto arriva, come detto, dalle Scienze, che rappresentano l'ambito principale di PISA 2025. Qui gli studenti italiani raggiungono un punteggio medio di 483 punti, leggermente superiore alla media OCSE, ferma a 482.
Soprattutto, questa volta il progresso è anche rispetto a noi stessi: nel 2022 il punteggio italiano era stato di 477 punti, mentre nel 2018 si era fermato a 468. In sette anni, quindi, il recupero è di 15 punti. Con il risultato del 2025 l’Italia torna sostanzialmente sui livelli del 2015, quando aveva ottenuto 481 punti, pur rimanendo ancora distante dai 494 punti del 2012.
PISA, del resto, non misura semplicemente quanto uno studente sappia ricordare formule o nozioni. In campo scientifico valuta la capacità di utilizzare criticamente le conoscenze per interpretare fenomeni, valutare prove e prendere decisioni su questioni che possono riguardare, per esempio, salute, ambiente e sostenibilità.
In Lettura superiamo la media OCSE
È però nell’area Lettura che il confronto internazionale diventa particolarmente interessante. I quindicenni italiani raggiungono 474 punti, contro una media OCSE che si colloca attorno ai 460 punti.
Una distanza importante, tanto che il ministro Valditara sottolinea come il risultato italiano sia significativamente sopra la media internazionale: "Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale. Il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito".
C'è però un dettaglio da tenere presente. Nel 2022 l’Italia aveva raggiunto 482 punti in Lettura: il risultato assoluto è quindi diminuito. A migliorare nettamente è soprattutto la nostra posizione relativa, perché nello stesso periodo la media internazionale è arretrata ancora di più.
Resta comunque elevata la quota di studenti che raggiunge almeno le competenze considerate di base: in Italia è il 76%, contro il 69% della media OCSE. All'estremo opposto, il 4% dei quindicenni italiani raggiunge i livelli più elevati, contro il 6% registrato mediamente nell'area OCSE.
Matematica: siamo davanti Francia, Germania, USA e Svezia
Una dinamica simile è stata riscontrata nell’ambito della Matematica. L’Italia totalizza 468 punti, contro i 463 della media OCSE, e presenta anche una quota di studenti che raggiunge almeno il livello base leggermente superiore a quella internazionale.
Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, il risultato italiano permette ai nostri quindicenni di posizionarsi davanti a Paesi come Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia.
Anche qui, però, il confronto temporale va letto nella sua interezza: nel 2022 l’Italia aveva ottenuto 471 punti. Più che un'accelerazione delle competenze matematiche, PISA 2025 fotografa quindi soprattutto una maggiore tenuta del sistema italiano all'interno di un quadro internazionale in peggioramento.
La famiglia d'origine fa ancora tanta differenza
Resta una grossa zona d'ombra: il contesto familiare continua a pesare parecchio sui risultati degli studenti. In Scienze, i ragazzi appartenenti al quarto della popolazione studentesca con lo status socio-economico più elevato raggiungono in media 518 punti, ben oltre i 483 della media nazionale. Soprattutto, tra i più avvantaggiati e i più svantaggiati si apre un divario di 80 punti.
Secondo l'OCSE, lo status socio-economico spiega circa l'11% delle differenze nei risultati di Scienze in Italia, un valore comunque leggermente inferiore al 12% registrato in media nei Paesi OCSE.
Volendo però guardare il bicchiere mezzo pieno, e quindi con cauto ottimismo, circa il 12% degli studenti provenienti dai contesti più svantaggiati riesce comunque a collocarsi nel segmento con i risultati migliori del proprio Paese. Sono quelli che il report PISA definisce studenti "accademicamente resilienti": ragazzi capaci di ottenere risultati molto elevati nonostante condizioni di partenza meno favorevoli.
I ragazzi credono ancora nella scuola?
Dentro i numeri di PISA c'è infine un'altra informazione interessante, che riguarda il rapporto degli studenti italiani con lo studio.
Il 72% dichiara di essere incuriosito da molte cose diverse, praticamente in linea con il 73% della media OCSE. Il 58% sostiene di impegnarsi ancora di più quando un compito diventa difficile, contro il 60% internazionale.
E, soprattutto, soltanto il 18% dei quindicenni italiani considera la scuola una perdita di tempo, una percentuale sensibilmente più bassa rispetto al 24% della media OCSE. Un dato tutt'altro che secondario, perché curiosità, perseveranza e valore attribuito alla scuola sono associati dall'OCSE a risultati migliori.
