In collegamento con "Morning News" Francesco Broccolo, professore di microbiologia clinica dell'Università del Salento, commenta la possibile connessione tra l'innalzamento delle temperature e l'aumento dei casi di West Nile. "Il vettore del virus è la zanzara classica, quella comune, che ci punge dal tramonto fino all'alba. Il virus ormai è endemico e presente in tutte le regioni" spiega.
"Questo virus è arrivato nel 2008 con i flussi migratori degli uccelli dall'Africa e usa come vettore una zanzara che è presente in Italia. Certamente il caldo umido permette alle larve di schiudere e moltiplicarsi, così come il virus. La buona notizia è che l'uomo è un ospite a serbatoio chiuso, non può infettare un altro uomo. Non esiste trasmissione da uomo a uomo se non attraverso le sacche di sangue che, fortunatamente, a livello regionale sono controllate" prosegue.
E sui sintomi e accortezze da prendere aggiunge: "La letalità si è ridotta dal 14% al 7%, l'80% delle persone sono sintomatiche e il sintomo è la febbre, purtroppo questo virus viene riconosciuto solo quando si presenta in forma grave con la meningoencefalite. Per fortuna siamo in grado di curarla e le forme letali oggi sono rarissime. Il singolo individuo deve proteggersi con repellenti anche naturali, come la citronella, piante odorose o i sistemi spray da utilizzare nelle zone non protette. L'unica cosa che possiamo fare è questa, proteggerci dalle zanzare e attivare sistemi di disinfestazione".
