I dati di Arpav

In Veneto è crisi idrica: fiumi in forte sofferenza rispetto alla media

Attenzione sui grandi corsi d'acqua del territorio, i cui deflussi registrano riduzioni marcate rispetto ai parametri di lungo periodo

04 Ago 2026 - 16:51
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
Il fiume Po in secca © Ansa

Il fiume Po in secca © Ansa

In Veneto i grandi corsi d'acqua restano in forte sofferenza e la situazione idrogeologica è definita dagli esperti di ARPAV (l'agenzia regionale per la protezione e prevenzione ambientale) complessa, monitorata costantemente perché richiede interventi quotidiani coordinati sul campo. I deflussi dei fiumi più importanti registrano infatti riduzioni marcate rispetto ai parametri di lungo periodo, secondo il rapporto mensile redatto dall'agenzia e aggiornato al 31 luglio 2026. "I fiumi non stanno semplicemente calando rispetto al 2025, ma si muovono su livelli di anomalia e magra severa rispetto a ciò che storicamente la nostra regione dovrebbe garantire in questo periodo dell'anno" afferma l'assessore regionale all'Ambiente Elisa venturini. 

Google Preferred Site

In Veneto è crisi idrica: quali sono i fiumi in sofferenza

 L'Adige alla sezione di Boara Pisani, ad esempio, segna una portata media mensile di 80 metri cubi al secondo a fronte di una media storica di 268 metri cubi al secondo, attestandosi al di sotto del quinto percentile storico, una soglia che fotografa una portata inferiore a quasi un secolo di osservazioni. Dinamica analoga per il Bacchiglione a Montegalda, con 6,19 metri cubi al secondo rispetto ai 19,8 storici (-69%), e per il Po a Pontelagoscuro, che scende a 324 metri cubi al secondo contro i 1.025 della media (-68%). Una marcata contrazione interessa anche il Livenza a Meduna di Livenza, che con 40,7 mc al secondo registra un calo del 48% rispetto ai valori attesi. Per garantire l'equilibrio del sistema e tutelare in via prioritaria l'uso idropotabile, si è reso necessario, in certe zone, ridurre i prelievi irrigui