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Franzoni deve 275mila euro a Taormina, via libera al pignoramento della villetta del delitto di Cogne

Il Tribunale di Aosta, dando ragione allʼavvocato, ha respinto le richieste della donna e del marito Stefano Lorenzi

Il Tribunale di Aosta ha dato il via libera all'avvocato Carlo Taormina per proseguire nel pignoramento della villetta di Cogne. Il giudice Paolo De Paola ha infatti respinto le richieste di Annamaria Franzoni e del marito Stefano Lorenzi, di sospensione dell'esecuzione immobiliare. Il contenzioso nasce dalla sentenza civile passata in giudicato a Bologna, dove la donna deve al suo ex legale oltre 275mila euro per il mancato pagamento degli onorari.

Taormina, assistito dal figlio Giorgio, nei mesi scorsi ha pignorato l'unico bene aggredibile, cioè metà della proprietà immobiliare dove Franzoni, ora residente sull'Appennino bolognese, era tornata per qualche giorno una volta ri-acquisita la libertà.

 

Tra le altre cose, nell'opporsi al procedimento notificato a gennaio, Franzoni e Lorenzi, assistiti dagli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti, hanno sostenuto che la villetta non è pignorabile perché all'interno di un fondo patrimoniale, costituito a maggio 2009. Argomento respinto dal giudice che sottolinea, in un'ordinanza di 12 pagine, che la costituzione del fondo, fatta da Lorenzi in qualità, all'epoca, di tutore della moglie, interdetta a seguito della condanna penale, è ricollegabile alla vicenda processuale di Franzoni che, per il suo stato, non poteva occuparsi dei bisogni materiali e morali della famiglia.

 

Cogne, resta pignorata la villetta di Annamaria Franzoni

E legato ai bisogni della famiglia è anche il debito contratto con Taormina per l'attivita' difensiva, in quanto funzionale a ottenere la possibilità, per lei, di ritornare il prima possibile ai suoi affetti. E se il debito ha queste caratteristiche, il fondo non puo' essere motivo di opposizione. A questo punto potrà essere disposta la vendita dell'immobile, anche se pende un giudizio nel merito, sempre ad Aosta, che il giudice invita a fissare entro il 30 ottobre.

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