FERMATO IN TEMPO

Grosseto, 13enne ubriaco tenta il suicidio: polizia riesce a disarmarlo

Ad avvertire gli agenti è stato il 118. La madre è stata denunciata per maltrattamenti: è stata lei a far bere il ragazzino, che ora si trova in ospedale. La donna ha raccontato ai pm: "Ero costretta a dargli l'alcol, altrimenti minacciava di uccidersi"

25 Mar 2014 - 18:26
 © ansa

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A Grosseto un 13enne, completamente ubriaco, ha tentato il suicidio con un coltello. A fermarlo è stata la madre che, grazie anche all'intervento della polizia, è riuscita a disarmarlo. Gli agenti hanno portato il ragazzino in ospedale e denunciato la donna per maltrattamenti, perché era stata proprio lei a dare l'alcol al giovane. "Ero costretta a dargli da bere - ha raccontato la madre agli inquirenti - perché altrimenti minacciava di uccidersi".

La volante della polizia è intervenuta su richiesta del 118: si trattava di calmare un ragazzino ubriaco che molestava la madre. Gli operatori, giunti sul posto, sentivano delle urla e trovavano una donna, che spingeva con veemenza la porta di un'altra stanza per chiuderla, utilizzando i piedi e le spalle, mentre in mano teneva un coltello. Ma qualcosa, o qualcuno, dall'interno opponeva resistenza: era un ragazzino di 13 anni, che urlava e si dimenava per scappare da quella morsa. La donna, 39enne rumena, urlando ha raccontato che nella stanza c'era suo figlio, a cui era appena riuscita a togliere dalle mani il coltello perché si voleva suicidare.

Il ragazzino, confuso e disorientato, aveva la testa nascosta nel cappuccio della felpa. La donna ha raccontato agli agenti che era ubriaco: lei stessa le aveva procurato l'alcol. Da una settimana in ragazzo ingurgitava birra e vino a ripetizione, minacciando di buttarsi dalla finestra se la madre non lo avesse accontentato. Sul pavimento della stanza lattine, bottiglie, mozziconi di sigaretta e avanzi di cibo. Le finestre erano chiuse e con gli avvolgibili serrati. Nel resto della casa, invece, nulla di simile. I

l tredicenne, che dal giugno 2013 non frequentava la scuola media a cui era iscritto, già segnalato ai servizi sociali, è stato portato con un'ambulanza del 118, scortata dalla volante, al pronto soccorso pediatrico dove è stato ricoverato. E' stato attivato anche il percorso previsto dal protocollo "Codice rosa" usato negli ospedali toscani a tutela di soggetti deboli. La madre è stata accompagnata in questura per gli accertamenti del caso venendo denunciata per maltrattamenti in famiglia.