DALLE 14
No Kings Italy, il corteo a Roma "contro i re e le loro guerre"
La mobilitazione partirà alle 14 da piazza della Repubblica, attesi 15mila da tutta Italia
© Ansa
Da piazza della Repubblica a San Giovanni, a Roma, sfilerà oggi pomeriggio il corteo nazionale No Kings Italy "contro i re e loro guerre". E per dire "no all'autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione", e anche "no al governo". Sarà, dicono, una "grande marcia popolare" che si svolgerà in contemporanea, nella stessa giornata, anche in altri Paesi, come Stati Uniti e Inghilterra, con l'evento "Together" lanciato dagli artisti del Regno Unito e il No Kings Day negli Usa.
A Roma, dove si attendono da preavviso 15mila partecipanti da tutta Italia, ma non è escluso possano essere di più, il corteo partirà da piazza della Repubblica alle 14 e attraverserà le zone centrali della Capitale: viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell'Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana. Si concluderà a piazza di Porta San Giovanni. L'attenzione è massima. Gli organizzatori parlano di centinaia di bus, auto e treni che arriveranno da tutta Italia e di "oltre 700 sigle coinvolte".
Il primo appuntamento della giornata sarà la "Marcia degli invisibili" alle 12, alla fermata Colosseo della metro B, e che confluirà poi nel corteo No Kings. Si tratta di "una sfilata di fantasmi - scrivono - a simboleggiare i migranti morti in mare o che vedono i loro diritti negati". "I decreti sicurezza, la svolta autoritaria, il premierato, l'attacco alla giustizia, la normalizzazione dell'idea che manifestare non sia più un diritto, e che la deportazione di massa di persone migranti non sia un crimine. Non sono provvedimenti separati: sono un progetto di società", si legge nel testo di lancio del corteo No Kings Italia. Tra quelle che chiamano le "parole d'ordine" della piattaforma: "Fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa, la svolta autoritaria del governo Meloni, le destre globali. E ancora: alimentare nelle persone il desiderio di riscatto, la rivalsa necessaria a ricostruire una società più giusta, economia di pace, tutela dei diritti, ambiente e beni comuni".
