La mobilitazione

No Kings Italy, il corteo a Roma "contro i re e le loro guerre" | Gli organizzatori: "Siamo 300mila"

Tantissimi partecipanti alla mobilitazione partita alle 14 da piazza della Repubblica. Oltre mille agenti schierati per la sicurezza 

28 Mar 2026 - 17:53
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 © Ansa

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Oltre venticinquemila persone secondo le prime stime non ufficiali. Fino a trecentomila secondo gli organizzatori. Numeri comunque oltre le aspettative quelli che si sono registrati al corteo "No Kings Italy" che ha invaso nelle ultime ore le strade di Roma.

A Roma il corteo "contro i re e le loro guerre"

 Una mobilitazione "contro i re e loro guerre" che si è svolta in contemporanea anche in altri Paesi come Stati Uniti e Inghilterra e che è stata presentata dagli organizzatori come "una grande marcia popolare" per dire "no all'autoritarismo, alla guerra, al riarmo, al genocidio e no alla repressione". 

Il corteo, a cui hanno aderito oltre 700 tra collettivi, associazioni e realtà sociali, è partito nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica, ha attraversato parte del centro della Capitale fino a raggiungere piazza di Porta San Giovanni, per poi proseguire - dopo una modifica del percorso - fino a piazzale del Verano. Nonostante i timori della vigilia, legati anche al possibile afflusso di frange antagoniste, la giornata si è svolta senza criticità sul fronte dell'ordine pubblico, in un clima complessivamente disteso. 

Il presidio delle forze dell'ordine

  Determinante il dispositivo di sicurezza predisposto: circa mille tra uomini e donne delle forze dell'ordine, appartenenti a polizia di stato, carabinieri e guardia di finanza, affiancati dalla polizia locale di Roma Capitale. Gli agenti, dislocati lungo l'intero itinerario e nei punti più sensibili del centro cittadino, hanno presidiato le aree strategiche prevenendo eventuali disordini in una giornata classificata ad alto rischio. Particolare attenzione è stata riservata alla possibile presenza di gruppi anarchici e antagonisti, monitorati dopo l'esplosione dall'ordigno, nel casale del parco degli Acquedotti a Roma, dove hanno perso la vita Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano.

I "simboli" della manifestazione

 Tra i simboli della manifestazione, un grande missile in legno decorato con fiori e bandiere della pace, accompagnato da immagini dei conflitti in Medio Oriente. Numerosi i cartelli e gli striscioni, tra cui messaggi contro la guerra e richiami a temi politici e sociali. Critiche anche nei confronti del governo. Presenti anche bandiere palestinesi e slogan che inneggiavano alla messa in libertà dell'anarchico Alfredo Cospito.

Due in particolare i fatti che hanno sollevato polemiche nel corso della giornata.

Cartelli con Meloni, La Russa e Nordio a testa in giù

 Il primo durante il corteo con la presenza di alcuni manifestanti che hanno esposto le immagini della premier Giorgia Meloni, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Giustizia Carlo Nordio a testa in giù con accanto una ghigliottina. Per il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo "uno spettacolo degradante e indegno. Un'esplicita ostentazione di odio e un richiamo gravissimo alla violenza".

Ilaria Salis controllata in hotel

 Il secondo riguarda invece l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis che poche ore prima dell'inizio della manifestazione è stata raggiunta in albergo dagli agenti della polizia per un accertamento, eseguito dopo un alert giunto su indicazione della Germania. Ad annunciare quanto accaduto sono stati i leader di Avs.