Il gip Corrado Schiaretti ha assolto Taylor Ragazzini, il 31enne di Ravenna che aveva pubblicato sul suo profilo TikTok "Taylorismo" alcuni video nei quali recensiva messe, "perché i fatti non sussistono". Per quei filmati girati in alcune chiese di Ravenna e postati la procura della città romagnola aveva chiesto un decreto penale di condanna (600 euro di multa) sulla base degli articoli 403 e 404 del codice penale: offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone e cose. Il gip ha stabilito che in quelle recensioni realizzate con "metafore calcistiche, riferimenti alla saga di Harry Potter, al mondo del wrestling e del gaming", a mancare era stata "la volontà di offesa fine a se stessa". Il tenore dei video - si legge nella sentenza - "dimostra che l'autore non perseguiva lo scopo di disprezzare i credenti in quanto tali" ma quello "di costruire un contenuto di intrattenimento irriverente".
In totale erano stati sei i video, poi rimossi, finiti in procura. La polizia giudiziaria aveva trascritto le espressioni più rilevanti, come il riferimento a un parroco come "capo ultras" e ai fedeli come "la curva" o la valutazione dei riti espressa in punteggi numerici denominati "amen". "Il formato comunicativo - ha sottolineato il gip - è quello della parodia sociale e della satira pop, non dello scherno fine a se stesso". Un "format satirico assai diffuso sui social" che consiste "nell'applicare griglie valutative mutuate da contesti estranei: vedi stadio, film e fantasy". Ragazzini "ha evidentemente violato una antica regola" traducibile "in un remoto modo di dire: 'scherza coi fanti ma lascia stare i santi'". Tuttavia "non ogni espressione irriverente nei confronti delle immagini religiose integra il vilipendio in senso penale". Cioè "tenere a vile" ovvero "manifestare offesa volgare e grossolana con carattere di dileggio, derisione e disprezzo".
Nel caso di Ragazzini, si tratta di "un effetto di straniamento umoristico fondato sul contrasto tra sacro e profano": paradossi comici basati su "caratteristiche esteriori delle immagini e non giudizi di valore denigratori per la religiosità dei fedeli". Nel complesso per il giudice "sono battute di gusto certamente discutibile, ma non assurgono alla contumelia fine a se stessa". La sentenza è stata pronunciata sulla base dell'articolo 129 del codice di procedura penale.
Ragazzini a Tgcom24: "Grandissimo fan della giustizia italiana"
"Sono un grandissimo fan della giustizia italiana, non pensavo si arrivasse a un'assoluzione così presto. Sono stato molto contento. Devo ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini, che sono stati tanti: dagli amici alle persone che mi incontravano per strada. Hanno sempre cercato di darmi conforto. Alla fine è andata bene", ha commentato Ragazzini al telefono con Tgcom24. Alla domanda "Adesso rinizierai a fare recensioni di messe?", il 31enne ha risposto scherzando: "O dei tribunali...".
