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Ravenna, indagato per vilipendio dopo aver recensito le messe: "Non volevo offendere le credenze altrui"

Taylor Ragazzini, studente di Antropologia 31enne racconta: "Non mi sono mai preso gioco di nessuno, il mio era un ironizzare su luoghi comuni o anche su come la religione viene vista da fuori. Era anche una critica a quelli che recensiscono" 

di Giorgia Argiolas
24 Mar 2026 - 13:02
 © Da video

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Un 31enne di Ravenna, Taylor Ragazzini, studente di Antropologia, è indagato per offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone e di cose (articoli 403 e 404 del codice penale), dopo aver pubblicato sul suo profilo TikTok "Taylorismo" alcuni video nei quali recensiva messe talvolta a mo' di telecronaca sportiva: dall'"outfit del prete" allo "scricchiolamento delle panche" fino alla "location". Sei i video nel mirino, poi rimossi, postati tra dicembre e gennaio e girati in chiese della città romagnola. Non è chiaro chi abbia segnalato il 31enne, difeso dall'avvocato Giovanna La Mela, agli inquirenti (per il tipo di reato si prosegue poi d'ufficio). "Non mi sono mai preso gioco di nessuno. Mi dispiace che alcune persone abbiano visto nei video un'offesa alle credenze, di cui ho molto rispetto. Non è mai stato il mio intento", spiega Ragazzini a Tgcom24

Ragazzini, come le è venuta l'idea di recensire le messe? 
È un ambiente che mi affascina. Suono il violoncello e quindi, inizialmente, andavo in chiesa per la musica, per ascoltare i cori. Poi, mi ha appassionato anche la celebrazione della messa. Mi interessava pure comparare le diverse funzioni di differenti chiese della mia città. Inoltre, mi ha sempre intrigato anche la figura del sacerdote: da piccolo scrivevo testi in cui i personaggi erano dei parroci. Poi sicuramente c'entra anche il mio ambito di studi.

Perché ha pubblicato quei video e che pubblico pensava di attirare? 

Innanzitutto speravo di non attirare alcun pubblico. I video li postavo per tenere una sorta di diario personale. La scelta di TikTok non è casuale: lì ero più in sordina, in altri social mi seguivano i miei amici e quindi avevo "un po' più di seguito". Tra l'altro, non ho nemmeno mai utilizzato hashtag per quei video. Mi si potrebbe obiettare: 'Facevi prima a non pubblicare nulla'. Non potrei contraddire, però non avrei mai pensato a tutto questo clamore. 
    
Qualcuno le ha mai detto di essersi sentito offeso?  

Nessuno mi ha mai fermato. Io ho sempre cercato di essere molto innocuo all'interno della funzione, di restare in disparte. Ero sempre da solo, cercavo di stare all'ultimo banco, di essere il più isolato possibile, di non stare vicino ai fedeli per non disturbarli. Inoltre, parlavo a bassa voce, con un microfono, quindi bastava anche sussurrare e nel video si sentiva. Non ho mai fatto gesti clamorosi, come andare a interrompere la funzione o intervistare qualcuno. Non mi sono mai preso gioco di nessuno, il mio era un ironizzare su luoghi comuni o anche su come la religione viene vista da fuori. Non andavo strettamente sul tecnico. Non ho idea né di come si facciano le messe né di come si possano giudicare. Era anche una critica a quelli che giudicano, che recensiscono e vengono visti come coloro che possono veramente cambiare le sorti di un determinato posto. Tengo molto alle credenze altrui e a quello che possono rappresentare. Anche tra le persone a me vicine ce ne sono alcune molto credenti, ho sempre tanto rispetto. Poi figuriamoci, da studente di Antropologia... 
    
E tra i commenti dei video c'era qualcuno che si lamentava?     
Sì. Anche se in percentuale erano molti di più quelli che mi difendevano. 

Si aspettava un risvolto simile? 
    
No, non me lo sarei mai immaginato. Piuttosto che una denuncia, mi sarei aspettato che, durante o dopo la funzione, qualcuno mi venisse a chiedere di eliminare i video.  
 
Come ha preso la notizia dell'indagine?
 
La situazione è diventata un po' troppo delicata, anche per tutta la mediaticità che sta avendo. Forse sta un po' pesando a quelli che mi stanno vicino. Io cerco di vederci il lato ironico. Però, mi dispiace che alcune persone abbiano visto nei video un'offesa alle credenze o che li abbiano trovati offensivi. Non è mai stato il mio intento.

Su TikTok, ha postato alcuni video ironici sulla situazione. Anche in questo caso lo ha fatto per tenere una sorta di diario personale? 
    
È un hobby. Prendo spunto dalla mia quotidianità per cercare di divertirmi in primis io. Mi piaceva l'idea di raccontare questa avventura legale, ma, principalmente, lo faccio per superare la situazione.

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