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Traffico illecito di cavallucci marini e oloturie da Taranto alla Cina: ecco le chat nel dark web

Vale milioni di dollari il saccheggio dei fondali di Taranto. A Tgcom24 la denuncia di Luciano Manna (VeraLeaks.org): "Lunedì porto nuove carte in Procura". Oltre il danno la beffa: sulle confezioni extra-lusso la scritta "Italia, Mediterraneo"

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Corre su WeChat (Weixin) la distruzione della costa tarantina.

E', infatti, su questa chat, che si muove prevalentemente nel dark web, il canale di comunicazione usato per il traffico illecito di cavallucci marini e oloturie saccheggiati dai fondali del golfo di Taranto, per finire sul mercato extra-lusso cinese. Il valore è di milioni di dollari. Questo è un nuovo tassello per le indagini sui danni ambientali provocati da questa pesca selvaggia: a tenere le fila dell'inchiesta è

Luciano Manna

, giornalista di VeraLeaks.org, sito d'informazione indipendente da lui fondato nel 2018. "Lunedì presenterò tutta la documentazione ai carabinieri di Taranto", conferma Manna a Tgcom24.

Traffico illegale di cavallucci marini e oloturie da Taranto alla Cina: ecco le chat nel Dark Web

Dove ha trovato le prove di questo traffico illecito ultramilionario verso la Cina?


"Su questa app, WeChat, i trafficanti cinesi si procacciano la clientela. Gente che può permettersi di pagare le oloturie, ossia i cetrioli marini pescati illegalmente a Taranto, dai 200 ai 600 dollari al chilogrammo. I cavallucci marini, sempre provenienti illecitamente dal Mar Piccolo di Taranto, arrivano a 600 dollari al chilo.Sono usati prevalentemente per la produzione di uno speciale liquore. WeChat non è scelta a caso: esiste in Italia da 3-4 anni ma è poco conosciuta se non nel dark web, è una messaggeria che gode di ottimi sistemi di criptazione."



E' in atto, dunque, un saccheggio "cinese" che arreca gravi danni alla costa tarantina, cosa ha scoperto ancora?


"Sono i pescatori locali ad occuparsi di questo ecoreato e fanno riferimento a intermediari cinesi. Con motopescherecci arrivano persino dalla provincia di Bari per "spazzolare" con reti a strascico, giorno e notte, i fondali del Mar Grande di Taranto, in ogni periodo dell'anno. Pescano illegalmente le oloturie che a Hong Kong verranno utilizzate per usi alimentari e nella cosmesi. Per le oloturie, in particolare, si parte da un irrisorio guadagno di circa 80 centesimi di euro al chilo per un pescatore locale. Chi pulisce il prodotto viene pagato 50 euro al giorno, a prescindere da quanto pesci maneggi. Il corriere comprerà la merce a 7 euro al chilo per immetterla sul mercato di Hong Kong a cifre che vanno dai 200 ai 600 dollari al chilogrammo. Affari milionari generati da ecoreati che devastano il nostro già compromesso equilibrio marino".



Come avviene, invece, la pesca selvaggia dei cavallucci marini?


"E' ancora più semplice: i cavallucci marini si affollano anche in mezzo metro d'acqua, non serve immergersi, bastano le retine da pesca e se ne tirano su a chili. Sono animali molto confidenti e giocano con il pescatore non sapendo che finiranno in distillati".

Ma nonostante i divieti, si pesca indisturbati?


"In realtà la Capitaneria di Porto con la Guardia Costiera fa un lavoro eccezionale, ma la legislazione deve aiutare di più i militari a fare sequestri e incriminare i pescatori di frodo. Basti pensare che la prima norma di legge che vieta la pesca delle oloturie è del 27 febbraio 2018 e sarà valida fino al 31 dicembre 2019. Prima di questa legge la Procura di Taranto, con il pm Mariano Buccoliero, ha potuto agire sulla base di uno studio apposito chiesto al Cnr in cui si dichiara che la pesca massiva di oloturie e cavallucci marini rappresenta un grave danno ambientale".


Che si tratti di un mercato fiorente e redditizio e che i consumatori siano danarosi si capisce dalle confezioni in vendita a Hong Kong.


"Nelle fotografie è possibile notare l'accuratezza nella presentazione del prodotto, confezionato in eleganti cadeaux dove è ben indicata la provenienza geografica per attestarne qualità e prestigio, così come avviene in una vera e propria filiera certificata. Negli ideogrammi cinesi, ad esempio, oltre ai nomi dei prodotti, si legge la dicitura 

'Italia, Mediterraneo'

. E non si tratta di una moda, ma di un giro d'affari milionario".


Questi ecoreati riguardano solo Taranto e la Puglia?


"Un team interforze, formato da militari, guardia di finanza, polizia e guarda costiera, in questi ultimi anni ha messo a segno diverse operazioni per contrastare questo tipo di commercio e la Procura di Taranto ha denunciato decine di tarantini e sequestrato tonnellate di prodotto pescato. Tutto ciò non riguarda, però, solo la Puglia e, in particolare, il litorale tra Taranto e Porto Cesareo, ma per certo anche il Tirreno. I riflettori delle forze dell'ordine sono puntati anche sulla costa calabra occidentale".