La commemorazione

Piersanti Mattarella, il ricordo a Palermo a 46 anni dall'omicidio

Il presidente della Regione Schifani: "Esempio attuale di buona politica"

06 Gen 2026 - 14:33
 © IPA

© IPA

A 46 anni dal suo omicidio, Palermo ricorda Piersanti Mattarella. L'ex presidente della Regione siciliana è stato commemorato con una cerimonia in viale Libertà, luogo dove è avvenuto l'agguato, commesso da un sicario di Cosa Nostra, durante la giornata dell'Epifania del 1980. 

La cerimonia

 Il ricordo del politico democristiano è avvenuto sul luogo del delitto, in viale Libertà a Palermo. Alla celebrazione hanno preso parte il figlio Bernardo e i nipoti. Presenti anche il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, il sindaco della città, Roberto Lagalla, il presidente della Regione, Renato Schifani, e i vertici delle forze dell'ordine. 

Meloni: "Un punto di riferimento"

 Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una nota, ricorda Piersanti Mattarella sottolineando come "il coraggio delle sue idee e il suo amore per il bene comune rimangono un punto di riferimento per ogni cittadino e per chi sceglie di mettersi al servizio delle Istituzioni".

Schifani: "Piersanti Mattarella esempio attuale"

 Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha ricordato il politico democristiano come "un esempio ancora attuale di buona politica, legalità e impegno morale".

La Russa: "Onoriamo la memoria di Piersanti Mattarella"

 Il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha scritto sui social un pensiero dedicato a Piersanti Mattarella. "Onoriamo la memoria di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980. La sua azione, fondata su rigore, trasparenza e rispetto delle istituzioni, resta un riferimento alto per chi crede in una Sicilia e in una Italia libera dalla criminalità organizzata. Il suo esempio continua a richiamarci al dovere della legalità e del servizio al bene comune" ha scritto La Russa.

L'agguato

 Il 6 gennaio 1980 Piersanti Mattarella stava andando a messa con la sua famiglia. Già in auto con sua moglie, Irma Chiazzese, e sua figlia, Maria, è stato raggiunto da un sicario di Cosa nostra. Il killer si è avvicinato alla portiera di Mattarella e ha esploso cinque colpi di pistola. L'uomo si è poi allontanato raggiungendo una Fiat 127 di colore bianco, rubata, dove un complice gli ha fornito una seconda arma, una calibro 38. L'assassino ha raggiunto nuovamente il presidente della Regione siciliana e gli ha sparato di nuovo. Il killer e il complice sono scappati a bordo dell'auto che hanno poi abbandonato. 

La condanna dei mandanti

 La Corte d'Assise di Palermo ha condannato come mandanti dell'omicidio i componenti della Commissione provinciale di Cosa nostra all'epoca del delitto: Salvatore Riina, Michele Greco e Francesco Madonia. Secondo gli inquirenti i due, che all'epoca dei fatti avevano 22 e 28 anni, potrebbero essere i responsabili dell'omicidio di Piersanti Mattarella. 

I nuovi accertamenti

 La Procura di Palermo sta effettuando nuovi accertamenti per arrivare a individuare l'assassino e il suo complice. Il 13 maggio scorso il Gabinetto regionale di Polizia scientifica per la Sicilia occidentale di Palermo ha chiesto di procedere con esami tecnici sul "supporto adesivo con il quale, il 6 gennaio 1980, la Polizia scientifica asportò un frammento dattiloscopico dalla Fiat 127 utilizzata dagli autori dell'omicidio". 

I nuovi indagati

 Nei mesi scorsi la Procura di Palermo ha, inoltre, iscritto nel registro degli indagati due boss mafiosi. Si tratta di Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese. Secondo gli inquirenti i due, che all'epoca dei fatti avevano 28 e 22 anni, potrebbero essere i responsabili dell'omicidio Mattarella. 

Ti potrebbe interessare