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Stresa, insegnanti e alunni protestano per lʼalberghiero che cade a pezzi

Comune e Provincia cercano da anni una soluzione ma, adesso, servono 600mila euro nellʼimmediato per evitare la chiusura

Mentre si decidono le sorti del Maggia, l'istituto alberghiero della città di Stresa, in Piemonte, nel giorno di apertura dell'anno scolastico, insegnanti e alunni della scuola storica del paese hanno minacciato di non entrare. I manifestanti sono riuniti per protestare contro i locali "fatiscenti" e lo "smembramento" delle sedi della scuola. E intanto servono 600 mila euro nell'immediato affinché l'istituto non chiuda.

Lo smembramento per la sicurezzaLa storia non è nuova, anzi, da anni si cerca una soluzione definitiva e duratura, perché l'istituto "Erminio Maggia", chiamato affettuosamente dai suoi ex-alunni "la scuola di Stresa", nato nel 1938 è ormai malandato e non garantisce le condizioni minime di sicurezza sia dentro che fuori.

E intanto, per sanare le maggiori criticità che mettono a rischio l'incolumità di alunni e  del personale scolastico, il "vecchio Maggia" viene smembrato in attesa di quello nuovo. Le lezioni sono distribuite in quattro plessi: la sede principale in viale Mainardi, le scuole elementari di Stresa, il colle Rosmini e l'ex villa Voirnet a Carciano. Quest'ultimo, che ospita otto classi, è quello messo meglio e alla Provincia costa 40 mila euro d'affitto all'anno.

Dove costruire la scuola?Nel corso degli anni le soluzioni sono state diverse. Quella stabilità dall'ultimo accordo di programma, ormai scaduto, è ancora in ballo. Si era proposto di costruire la nuova scuola dove c'è lo stadio Forlano con la successiva edificazione di un impianto sportivo in zona Motta Vinea, ma nessuna somma avanzerebbe per il nuovo stadio. L'attuale copertura finanziaria di 13 milioni e 660 mila euro non basterebbe per tutto e il sindaco di Stresa, Giuseppe Bottini, si è rifiutato di cedere l'area del Forlano.

Poi è arrivata la proposta: il "nuovo Maggia", tutto trasferito al collegio Rosmini di Stresa, la struttura che, già da anni, ospita alcune delle aule dell'istituto. L'area dei padri Rosminiani era già stata presa in considerazione nel 2012, ma l'ex sindaco l'aveva scartata per un impedimento di carattere idrogeologico: la presenza di un fiume sotterraneo che taglia la struttura a metà. 

Si ritorna, quindi, al piano originario e la decisione spetterà al Consiglio Comunale che, entro fine mese, delibererà se accettare o meno la proposta della Provincia di realizzare la scuola là dove era previsto: nell'area dello stadio Forlano, con tutti i limiti e i problemi del caso.

Sos edifici scolastici Intanto anche a Roma scatta l'allarme: nella capitale sono 900 (circa il 60%) – secondo una ricerca del Cresme – gli edifici scolastici costruiti prima degli anni '70. E sono 700 le scuole che non possiedono la documentazione relativa all'agibilità, agli impianti elettrici e a quelli antincendio.

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