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Omicidio Willy, i fratelli Bianchi non sconteranno l'ergastolo nello stesso carcere

Il minore dei due, Marco, è in via di trasferimento, mentre Gabriele resta a Roma, a Rebibbia, e lavora nell'amministrazione

Marco e Gabriele Bianchi
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I fratelli Bianchi, condannati all'ergastolo per l'omicidio di Willy Duarte, non sconteranno più la pena nello stesso carcere.

Solo il maggiore, Gabriele, resterà nel penitenziario romano di Rebibbia, dove ha iniziato a lavorare da volontario, come "aiuto scrivania spesa", ovvero come figura di sostegno all'amministrazione; il carcere riferisce un comportamento corretto. Marco è invece già in via di trasferimento.


L'ultimo abbraccio - 

Come anticipato dal Corriere della Sera, l'abbraccio che i due fratelli si sono scambiati dopo la sentenza, per ora sarà l'ultimo. Per i "gemelli" (così li chiamavano gli amici), appassionati di MMA, l'arte marziale che usavano per le loro "spedizioni punitive", quell'ultimo contatto fisico è stato affettuoso, lungo e commosso. Poi hanno gridato e imprecato quando gli agenti li hanno portati via dal tribunale, si sono ribellati fino alla fine. Adesso dovranno vedersela, soli, senza poter trovare sostegno l'uno sull'altro.


 


Ergastolo ai fratelli Bianchi, la denuncia: "Willy ha avuto giustizia ma il suo murale a Pescara non l'ha ancora trovata"

Sono passati 13 mesi dalla denuncia dell'atto vandalico e proprio in quei giorni si apriva il dibattimento che ha portato il 4 luglio 2022 gli imputati Marco e Gabriele Bianchi alla condanna dell'ergastolo in primo grado. Tredici mesi dopo, dunque, il processo per la morte di Willy Monteiro Duarte si è concluso, mentre insoluta resta la vicenda del murale vandalizzato che Pescara aveva dedicato in centro al 21enne ucciso di botte nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro (Roma). L'opera, realizzata, poco dopo l'omicidio, dallo street artist abruzzese Ipman, che ha rappresentato Willy nei panni di Superman, è ancora sfigurata. Le promesse fatte dalle istituzioni all'indomani della denuncia su Tgcom24 non sono state mantenute. Anche Ipman era pronto a restituire dignità a quel volto imbrattato e a replicare il suo lavoro a Roma. "Willy ha trovato giustizia. Questa immagine non l'ha ancora trovata - torna a commentare a Tgcom24 l'avvocato Florenzo Coletti che per primo segnalò le condizioni di questo murale. - Rinnovo l'appello alle istituzioni della città affinché intervengano per il recupero. La civiltà si vede dalle piccole cose".

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Le minacce e gli insulti dopo l'arresto- 

Subito dopo essere stati arrestati, i due fratelli sono stati minacciati e insultati dagli altri detenuti, secondo quanto da loro riferito nei colloqui in carcere. A confermarlo anche le intercettazioni. Gabriele, aveva dichiarato al terzo fratello che era andato a trovarlo: "Marco sta sempre da solo, si fa i capelli da solo, cucina da solo, lava da solo, lo chiamano "infame". Ci stanno i bravi e ci stanno quelli non bravi".


 



Secondo le ricostruzioni, alcuni detenuti avrebbero sputato loro addosso e nei loro piatti, altri avrebbero messo un chiodo nel dentifricio di entrambi.


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