Pier Paolo Pasolini, la procura di Roma apre una nuova indagine | Il legale: "Nuovi elementi decisivi, ora chi sa parli"
A 51 anni esatti dalla tragica notte dell'Idroscalo di Ostia, la decisione della procura di piazzale Clodio
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Una nuova indagine sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini è stata avviata dalla procura di Roma. Il regista e letterato venne ucciso all'Idroscalo di Ostia la notte tra l'1 e il 2 novembre 1975, esattamente 51 anni fa. Il fascicolo di indagine è stato aperto alla luce di un esposto depositato a piazzale Clodio dall'avvocato Stefano Maccioni, già difensore di uno dei cugini del poeta e scrittore e ora avvocato dell'Ordine dei giornalisti del Lazio. Il procedimento è ora stato affidato al sostituto procuratore Silvia Santucci. Già nel 2016 e nel 2023 erano state presente istanze di riapertura delle indagini, ma entrambe erano alla fine state respinte dai magistrati capitolini.
Il legale: "Nuovi elementi decisivi, ora chi sa parli"
"Come evidenziato oramai da quasi 18 anni, la verità giudiziaria che attribuiva la responsabilità esclusiva a Giuseppe Pelosi è stata spazzata via dai risultati delle prove scientifiche da noi richieste". Così il legale Maccioni. "La nuova istanza presentata nel mese di novembre 2025, e poi integrata nel mese di maggio 2026, si basa su nuovi elementi raccolti dalla difesa. Confidiamo che la procura di Roma riesca finalmente a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando. Nel contempo invitiamo tutte quelle persone che fino a oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare". Maccioni ha espresso anche la sua "emozione e soddisfazione per la decisione assunta dalla procura".
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Il corpo di Pier Paolo Pasolini coperto da un telo bianco, la mattina del 2 novembre 1975
Le vicende giudiziare e politiche
Come ha ricordato ancora l'avvocato Stefano Maccioni, già nel marzo 2009 era stata chiesta la riapertura delle indagini in merito al delitto. Dopo l'ultima ordinanza di archiviazione del 2015, il legale si era attivato anche a livello politico chiedendo l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta. I parlamentari Serena Pellegrino e Paolo Bolognesi nel 2016 avevano raccolto l'istanza, sostenuta da circa 11mila firme raccolte online, presentando due progetti di legge. L'iniziativa aveva avuto anche il sostegno del mondo dello spettacolo e della cultura con l'adesione, tra gli altri, di Dario Fo, Dacia Maraini e Massimo Ranieri.
Nel 2023 anche la senatrice Ilaria Cucchi ha avanzato richiesta per una Commissione parlamentare di inchiesta al Senato, ma senza ottenere il risultato sperato. Nel frattempo, sia nel 2016 che nello stesso 2023, la procura di piazzale Clodio aveva respinto altre due istanze di riapertura delle indagini.
