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Napoli, in fila per il tampone sputa contro una dottoressa e un infermiere, il direttore dell'ospedale: "E' come sparare"

"Ho perso due preziosi collaboratori che adesso devono stare in isolamento e non possono dare il loro prezioso contributo. Sono indignato"

Napoli, la surreale scena al mercato: tutti con la mascherina anti coronavirus

Pochi clienti e quasi tutti con le mascherine. Così si presenta a Napoli il settimanale mercatino della Coldiretti di via Cervantes, nei pressi di piazza Municipio, dove l'organizzazione degli agricoltori campani ha voluto comunque garantire, con un numero ridotto di stand, e nel rispetto delle prescrizioni in vigore a partire dalle distanze tra le persone, l'offerta di frutta e verdura in questi giorni segnati dal Coronavirus.

Era in fila con la febbre, in ospedale, per fare il tampone, ha perso la pazienza e ha sputato addosso a una dottoressa e a un infermiere che stavano cercando di calmarlo. L'episodio è avvenuto all'ospedale Cotugno di Napoli e il direttore generale Maurizio Di Mauro commenta sconcertato: "Un gesto del genere è come sparare". 

L'attesa e l'aggressione - L'uomo ha dato in escandescenze per l'attesa: si è infatti tolto la mascherina e si è rivoltato contro i sanitari con quel gesto disgustoso. "Ho perso un medico e un infermiere validissimi che adesso devono stare in isolamento e non possono dare, come hanno fatto finora, il loro prezioso contributo - ha commentato Di Mauro -. Sputare addosso a una persona, quando si hanno, in un momento come questo, sintomatologie e febbre, equivale a sparare, non c'è differenza". 

 

Coronavirus a Napoli, tra vicoli deserti e mascherine "portafortuna"

Dimenticate le scene viste giorni fa, di una Napoli che non credeva all'emergenza coronavirus, e affollava i locali della movida. La situazione è seria e anche la città dell'allegria ha capito che non si scherza più. Ecco dunque i vicoli deserti. Ma il napoletano non si abbandona allo sconforto, ed ecco comparire in giro mascherine "votive" che augurano una pronta guarigione a tutti.

 

"Sono indignato - aggiunge -, ci sono ragazzi che stanno dando l'anima. Ho appena visto i neo assunti, ragazzine di 23-24 anni che forse non sanno a che cosa stanno andando incontro, pronte a dare il loro contributo in questa battaglia contro il coronavirus".

 

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