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È morto Maurizio Gozzelino, l'inventore del "Crodino" aveva 91 anni. La notizia della scomparsa dell'imprenditore è stata resa nota dal Centro Studi Piero Ginocchi di Crodo, il paese del Verbano-Cusio-Ossola a cui il celebre "analcolico biondo" deve il nome. Nato a Saluzzo, nel Cuneese, nel 1935, Gozzelino si trasferì per lavoro in valle Antigorio. Lì mise a punto il mix di erbe aromatiche che avrebbero dato vita, successivamente, alla ricetta del celebre aperitivo. La produzione della bevanda iniziò il 28 luglio del 1965. Alla fine del 2023 la produzione del "Crodino" è stata spostata da Crodo a Novi Ligure, in provincia di Alessandria.
Il ricordo del Centro studi: "Gozzelino persona colta"
L'istituto Piero Ginocchi di Crodo lo ricorda come una persona "affidabile, un abile comunicatore, generoso, dai modi semplici della persona colta ma non esibizionista". Gozzelino, nel 2021, era diventato cittadino onorario di Crodo. Le esequie del padre dell'"analcolico biondo" si svolgeranno martedì 26 maggio a Rivoli, nel Torinese, alle ore 10 nella parrocchia di Sana Maria della Stella.
Il mix di erbe dell'analcolico biondo
Gozzelino si trasferì per lavoro a Crodo, in valle Antigorio, nel Verbano-Cusio-Ossola, dove mise a punto il mix di erbe aromatiche che sarebbe, poi, divenuto parte integrante della ricetta del celebre aperitivo. Erano gli inizi degli Anni Sessanta e a convincerlo fu Piero Ginocchi, l'uomo che valorizzò le acque minerali delle fonti di Crodo, morto nel 1998. Crodo era un piccolo paese di montagna e Gozzelino non era troppo convinto di lasciare Torino per il centro sito a Nord di Domodossola, ai piedi delle montagne, allora ben diverso dall'attuale paese di quasi 1.500 abitanti, dove lo storico stabilimento delle Terme, in mano a una multinazionale, produce ora soprattutto bibite gassate analcoliche e i turisti sono attratti dalla natura.
L'inizio della produzione del Crodino
La produzione delle bevande iniziò a Crodo dopo la seconda guerra mondiale. In quel momento l'allora proprietario della Società Anonima Terme di Crodo, Piero Ginocchi, vi trasferì l'imbottigliamento delle acque minerali da Milano, dove un bombardamento nel 1943 distrusse la fabbrica e Crodo era vicina alle fonti. Si producevano il tamarindo, il chinotto e la Crodo cola. Ma Ginocchi voleva un prodotto nuovo allo scopo di avere più vendite. E così, il 1 dicembre 1964 nacque il Picador, poi Biondino, infine il Crodino, il 28 luglio del 1965, dal diminutivo di Crodo. Nel 1983 la Società Anonima Terme di Crodo venne acquisita dall'olandese Bols Wessanen, da cui nel 1995 Campari Group, che tuttora detiene il marchio Crodino, acquisì questo e altri marchi. Alla fine del 2023 il Crodino ha lasciato Crodo e da allora si produce a Novi Ligure, in provincia di Alessandria.
