l'operaria morta sul lavoro

Morte Luana D'Orazio, la procura di Prato riapre il caso

Da un lato il riesame del vecchio fascicolo, dall'altro nuovi accertamenti affidati agli specialisti dell'unità prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl

11 Mag 2026 - 13:02
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La morte di Luana D'Orazio, a soli 22 anni, il 3 maggio del 2021, a quell'orditoio dove stava lavorando in una filanda di Montemurlo, a due passi da Prato, aveva sconvolto le coscienze di una città che fino ad allora non aveva capito l'importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro, considerata secondaria rispetto alla velocità della produzione ma la sentenza del tribunale aveva lasciato aveva fatto discutere: la pena patteggiata dai titolari dell'azienda a due anni e un anno e sei mesi e l'assoluzione di un tecnico che aveva effettuato la manutenzione, erano apparse come la beffa finale a un dolore incredibile.

La procura della Repubblica di Prato sembra oggi intenzionata a fare nuove indagini, a cercare di capire e scoprire se ci siano altre responsabilità o come si dice in gergo tecnico, altri profili penali di responsabilità. Insomma se in capo agli imputati del primo processo o ad altre persone, non ancora individuate, vi siano altre responsabilità più gravi rispetto a quelle accertate e giudicate nella sentenza di primo grado.

Gli accertamenti sono stati affidati a degli specialisti della sicurezza sul lavoro, gli stessi tecnici della Asl che si recano nelle aziende per verificare che tutto sia apposto sotto il profilo della sicurezza e che le apparecchiature rispettino le norme in materia. Insomma un supplemento di indagine  quello del procuratore Tescaroli che ha registrato l’approvazione della famiglia di Luana e dell'opinione pubblica pratese. 

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