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Milano, salva suicida da cavalcavia: "Non sono un eroe, ho solo fatto quello che dovevo"

Gabriel Bocra Ionut racconta e rivive gli attimi in cui ha afferrato e abbracciato quel ragazzo disperato

Milano, salva suicida da cavalcavia: "Non sono un eroe, ho solo fatto quello che dovevo"

"Quando vedi le cose da lontano puoi pensare che chi fa certe azioni sia un eroe, che serva coraggio. Ma quando capita a te, pensi solo a quello che puoi fare". Gabriel Bocra Ionut, racconta e rivive gli attimi in cui ha salvato la vita a un ragazzo, che si era gettato da un cavalcavia della Tangenziale Est di Milano per suicidarsi. Dopo averlo lasciato nelle mani dei poliziotti della Stradale, Gabriel è risalito sul camion ed è ripartito.

Senza lasciare il nome, senza aspettare neppure che i poliziotti potessero complimentarsi con lui. Eppure ha salvato un ragazzo disperato, ha evitato una tragedia, ed è semplicemente ripartito per gli ultimi dieci chilometri del suo viaggio. Per terminare la consegna di carico di mozzarelle: "Merce deperibile, dovevo consegnare entro le otto e mezza", dice al Corriere della Sera.

Gli agenti della stradale di San Donato Milanese, guidati da Pasquale Mastrocinque, lo hanno rintracciato sabato attraverso la società di trasporti di Salerno per la quale lavora. Gerardo Napoli, titolare della "Napolitrans" che si occupa di spedizioni a temperatura controllata, li ha messi in contatto con Gabriel: "E' stato eccezionale", dicono tutti.

"Mi sono messo a parlare con lui. Gli ho chiesto: 'dimmi cosa succede, perché stai male?'. Lui ha detto che aveva problemi, che i problemi erano troppi... Mi sono limitato a rispondergli che le cose si possono sempre sistemare. 'Cosa dici se ti aiuto a scendere?'.

Il ragazzo annuisce, Gabriel decide di andargli incontro salendo in piedi sul rimorchio. "Vieni qui, ti acchiappo io", racconta Gabriel. La situazione è tesa perché i poliziotti temono che il 19enne abbia un coltello. Invece appena il ragazzo balza sul cassone, scatta un abbraccio immediato. "Io e mia moglie ci siamo guardati negli occhi per un attimo: abbiamo fatto una cosa buona, oggi. Poi siamo ripartiti, lui era salvo e non aveva bisogno di noi", conclude il camionista "eroe per caso".

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