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Mentre Ascoli apre unʼaltra indagine, il Procuratore di Rieti denuncia: "Vista più sabbia che cemento"

Il secondo fascicolo per "atti non costituenti reato" è volto a consentire accertamenti legali

La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo di indagine sul terremoto che ha provocato vittime e crolli nel territorio, in particolare ad Arquata e Pescara del Tronto. Si tratta di un fascicolo per "atti non costituenti reato", volto a consentire accertamenti legali, che il pm Umberto Monti ha affidato ai carabinieri.

Il primo incarico affidato ai militari dal magistrato è stata l'identificazione dei cadaveri e la geolocalizzazione del ritrovamento dei corpi. Sulla base dei risultati si potranno ricostruire eventuali responsabilità relative alla costruzione, ricostruzione o consolidamento sismico delle abitazioni.

Parte del territorio ascolano colpito dal sisma del 24 agosto (Arquata, Pescara, Montegallo) aveva già subito danni con il terremoto del 1997. Una volta conclusa la fase preliminare, la Procura deciderà gli altri passi dell'inchiesta.

E' già al lavoro il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva che si è recato nei paesi toccati dal disastro per un primo sopralluogo. Gli sono bastate poche ore sulle macerie per lanciare l'allarme: "All'ingresso del paese ho visto una villa schiacciata sotto un'enorme tettoia di cemento armato", racconta. "Poco lontano c'era anche un palazzo di tre piani che aveva tutti i tramezzi crollati. Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento". Chiaramente serviranno le perizie tecniche per verificare queste prime impressioni: "Cose che accerteremo a tempo debito. Se emergeranno responsabilità e omissioni, saranno perseguite. E chi ha sbagliato, pagherà".

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