I Carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli Piceno in collaborazione con la Sezione Anticrimine di Ancona (ROS) hanno arrestato due uomini, presunti autori dei danneggiamenti con esplosivo a danno di quattro Chiese dell'Arcidiocesi di Fermo, avvenuti tra febbraio e maggio di quest'anno. Tra gli obiettivi c'era anche la chiesa di don Vinicio che ospitava Emmanuel, il nigeriano ammazzato con un pugno dopo un insulto razziale da Amedeo Mancini.
I presunti bombaroli sono Martino Paniconi, 40 anni, e Marco Bordoni, 30, entrambi residenti a Fermo. I due si stavano per imbarcare su un volo per Londra, e per questo motivo i carabinieri hanno effettuato subito l'arresto. Le indagini andavano avanti da alcuni mesi. Paniconi e Bordoni fanno parte della frangia anarchica degli ultrà del Fermano. Almeno tre gli episodi contestati. Gli ordigni, tutti potenzialmente pericolosi, sono stati fatti deflagrare di fronte ad alcune chiese causando gravi danni.
I primi obiettivi erano stati, tra febbraio e marzo, il Duomo e la chiesa di San Tommaso. Poi è toccato, nella notte tra il 12 e il 13 aprile, alla chiesa di San Marco alle Paludi, parrocchia retta da monsignor Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco. Ed è stato proprio don Vinicio, parlando del pestaggio mortale ad Emmanuel compiuto dall'ultras Amedeo Mancini, ad accusare le frange di tifosi violenti come autori proprio degli attentati intimidatori nei confronti delle strutture ecclesiastiche: "Un contenitore di un magma formato da violenza, aggressività, frustrazione, esibizionismo", non organizzato ma formato da "schegge impazzite in grado di coagularsi all'occorrenza".
Tra le ipotesi fatte finora, quella di gesti intimidatori nei confronti della chiesa fermana, particolarmente attiva a fianco di poveri, immigrati, disagiati. "Siamo una chiesa che dà fastidio" aveva detto lo stesso don Vinicio in occasione dell'attentato a San Marco.
