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Milano, modella inglese rapita: molti "buchi" nel racconto di Chloe

Un testimone ha raccontato di aver visto la ragazza comprare un paio di scarpe in compagnia del presunto sequestratore: alle domande degli investigatori, Chloe Ayling sarebbe scoppiata in lacrime

Dubbi degli inquirenti sulla storia della modella inglese rapita a Milano da un polacco, detenuto nel carcere di San Vittore. Lukasz Herba avrebbe sequestrato Chloe Ayling chiedendo un riscatto di 300mila sterline con la minaccia di metterla "all'asta" nel deep web. Un uomo avrebbe, però, visto la ragazza comprare scarpe in compagnia del suo aguzzino. La modella, secondo Associated Press, sarebbe scoppiata in lacrime durante la ricostruzione di quei momenti.

La ricostruzione dei fatti - Secondo la ricostruzione fatta dalla ragazza, il rapimento sarebbe avvenuto a Milano, in zona Navigli. Lukasz Herba, con l'aiuto di un'altra persona, l'ha prima drogata poi, ammanettata mani e piedi e con dello scotch sulla bocca e caricata nel bagagliaio di una macchina, direzione Lemie, frazione di Borgial, sui monti torinesi verso la Francia. Lì ha tenuto la donna, ammanettata, per sei giorni, prima di decidere di consegnarla a Milano al Consolato inglese. Durante la prigionia, l'uomo con account criptati mandava mail dal deep web (l'Internet parallelo dove si commercia illegalmente) all'agente della modella chiedendo un riscatto iniziale di 300mila sterline per evitare di mettere all'asta on line la ragazza.

I dubbi degli inquirenti - Gli inquirenti milanesi ammettono l'esistenza di passaggi ancora non chiarissimi, seppure vi siano una serie di riscontri inequivocabili, tra cui le tracce biologiche trovate dalla Scientifica sui luoghi della prigionia di Chloe. Tra le inverosimiglianze più vistose, il giornale inglese Theblemish cita il ruolo svolto da Lukasz Herba, il 30enne polacco che avrebbe condotto l'operazione per conto della Morte Nera, pericoloso gruppo criminale che opera sul darkweb, il lato segreto e impenetrabile di Internet. Il presunto criminale non avrebbe mai abusato della ragazza e le avrebbe regalato cioccolatini e biancheria intima.

Il ruolo di Herba - Il polacco è descritto dalla polizia italiana come un "mitomane" e sembra che abbia addirittura tentato di vendere la sua storia a un tabloid inglese durante il sequestro. Inoltre la fidanzata di Herba, Natalia, ha riferito di aver ricevuto messaggi dal ragazzo mentre stava a Milano. Durante la detenzione, inoltre, il polacco avrebbe portato Chloe a comprare un paio di scarpe. Interrogata sulla vicenda la modella è scoppiata in lacrime davanti agli inquirenti.

Il rilascio - A rendere ancora più oscura la vicenda è la modalità con cui è stata rilasciata la ragazza. I committenti avrebbero bloccato l'operazione dopo avere appreso che la ragazza è madre di un bimbo di due anni e il polacco l'avrebbe liberata direttamente al Consolato inglese di Milano.

L'avvocato della modella: "Storia strana ma vera" - A cercare di fugare ogni dubbio ci ha pensato Francesco Pesce, l'avvocato italiano di Chloe Ayling che ha spiegato: "E' una storia strana ma del tutto vera". Pesce ha anche riferito alla Bbc che la ragazza doveva essere venduta dalla gang che la teneva in ostaggio in Medio Oriente come sorta di schiava del sesso.

Indagini: trovati riscontri versione ragazza - Sono stati raccolti elementi che confermano la versione di Chloe. I riscontri renderebbero "compatibile" il fatto che, il giorno prima della liberazione, rapitore e rapita si sarebbero recati insieme in un negozio del piccolo paese piemontese dove la giovane è stata segregata per acquistare un paio di scarpe da ginnastica, poi da lei indossate.

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