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Espianto ovuli, il gip accusa: Antinori dimostra indifferenza per dignità e corpo della donna

Lo si legge nellʼordinanza che ha portato agli arresti domiciliari il ginecologo. Altre testimonianze a Pomeriggio 5

"L'indifferenza nei confronti della dignità e del corpo della donna, dimostrata dall'Antinori, obnubilato dalla finalità di guadagno, rende evidente il pericolo della commissione di delitti della stessa specie". Lo scrive il gip di Milano, Giulio Fanales, nell'ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari il ginecologo accusato di un presunto espianto illegale di ovuli a un'infermiera.

L'ordinanza del gip - Lo stesso giudizio vale anche per le "due segretarie, disposte a tutto pur di assecondare i desideri del datore di lavoro" e per le quali è stato disposto l'obbligo di dimora. "L'impellente bisogno di reperire ovociti, idonei all'immediato impianto nell'utero delle clienti - si legge nel provvedimento del gip di Milano - nell'esclusiva ottica della massimizzazione del profitto" sarebbe il movente che avrebbe spinto Severino Antinori e le sue due collaboratrici "a comportamenti spregiudicati, giunti sino al prelievo forzoso, mediante la violenta privazione della libertà personale".

A Pomeriggio 5 si fanno avanti altre accusatrici del ginecologo - Ci sarebbero altre ragazze pronte a denunciare il ginecologo Severino Antinori, agli arresti domiciliari con l'accusa di aver rubato ovuli a una paziente. Lo spiega il loro avvocato Bruno Pizzo in studio a Pomeriggio 5 di Barbara D'Urso. "Le ragazze contestano la modalità con cui venivano svolte le donazioni", spiega l'avvocato.

Parla anche la donna accusata di essere la reclutatrice - Nel corso della stessa trasmissione parla anche la presunta reclutatrice. "Sono entrata in contatto con Antinori per avere un figlio e così ho conosciuto la situazione in Italia. Se vogliono chiamarmi reclutatrice possono farlo io non ho nessun problema, non credo che quest'uomo abbia imbavagliato o legato quella ragazza". Così in collegamento con Barbara D'Urso, Barbara Bella, accusata di essere la reclutatrice delle donatrici di Antinori. "Ero lì quando c'era la spagnola, perché ero lì per l'ecografia, l'ho vista uscire come una matta. Piangeva, sembrava perfino drogata. Ho chiesto cosa fosse successo. Mi ha detto che lo accusava di averle rubato il telefonino, mi sono messa a ridere. Il professore ha chiamato i carabinieri". Poi aggiunge: "Non si tolgono le cisti ovariche da Antinori, come fa a dirlo? Lì si va solo per essere donatrice o per l'inseminazione", riflette, "il mio parere è che cercasse un pretesto per scucire soldi al professore".

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