PER AIUTO AL SUICIDIO

Dj Fabo, gip: imputazione coatta a Marco Cappato per aiuto al suicidio

Respinta la richiesta di archiviazione, l'esponente radicale dovrà ora essere processato. "Sarà l'occasione per mettere sotto accusa una legge ingiusta", è il suo commento

11 Lug 2017 - 09:24
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 © twitter

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Il gip di Milano, Luigi Gargiulo, ha disposto l'imputazione coatta per Marco Cappato, l'esponente dei Radicali che ha accompagnato in Svizzera dj Fabo per la pratica del suicidio assistito. La procura dovrà quindi chiedere il rinvio a giudizio di Cappato che è accusato di aiuto al suicidio. Lo ha reso noto lo stesso esponente radicale in un tweet.

Il gip ha quindi respinto la richiesta di archiviazione che era stata presentata dalla Procura di Milano, alla quale ha imposto di formulare un'imputazione a carico di Cappato in vista della richiesta di rinvio a giudizio.

Il twitter di Cappato - "Sarò processato per l'aiuto a Fabo: così ha deciso oggi il giudice - scrive su Twitter il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni -. Il processo sarà anche l'occasione per processare una legge ingiusta".

"Sicuramente il fatto che il gip non abbia tenuto conto del dubbio di legittimità costituzionale della norma che prevede l'istituzione e l'aiuto al suicidio ci dispiace", ha detto l'avvocato Filomena Gallo, legale di Marco Cappato. "Si tratta di una norma scritta in epoca fascista, sicuramente datata, che non tiene conto di situazioni come quelle di Fabiano e nemmeno della nostra Carta Costituzionale. Ritengo che il divieto debba rimanere ma che la legge debba prevede anche delle eccezioni".

Rispetto e libertà di scelta - "Esprimo tutto il mio rispetto per la scelta del giudice per le indagini preliminari - ha dichiarato Marco Cappato in una nota -. Quando ho accettato la richiesta di Fabo sapevo di andare incontro al rischio di essere processato, così come lo sanno Mina Welby e Gustavo Fraticelli per le altre persone che abbiamo aiutato e continuiamo ad aiutare. Il processo sarà l'occasione per difendere il rispetto della libera e consapevole scelta di Fabo di interrompere una condizione di sofferenza insopportabile". Cappato sottolinea poi che la legge sulla base della quale verrà rinviato a giudizio è stata "approvata in epoca fascista e, nel nome di un concetto astratto e ideologico di vita, è disposta a sacrificare e calpestare le vite delle singole persone in carne ed ossa".

"Noi non ci fermiamo" - "Nel frattempo l'azione di disobbedienza civile che portiamo avanti dal sito soseutanasia.it prosegue, fino a quando il Parlamento non avrà avuto il coraggio di decidere sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare depositata ormai quattro anni fa. Purtroppo, devo constatare che persino sul testamento biologico la politica ufficiale è incapace di assumersi le proprie responsabilità".

Autdenunciato - Era stato lo stesso Cappato, dopo aver accompagnato dj Fabo alla clinica Dignitas di Zurigo per il suicidio assistito, ad autodenunciarsi davanti ai carabinieri per l'aiuto fornito al dj, che aveva sempre espresso chiaramente la sua volontà di morire.