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Covid, Lombardia in zona rossa per un errore nei dati | Scambio di accuse tra Iss e Regione 

Per lʼIss, che ora ha aggiornato lʼindice Rt, è stato il Pirellone a sbagliare mentre per la Regione è stato lʼIstituto a sovrastimare il tasso di contagio. Da domenica il passaggio in arancione

C'è un errore alla base della decisione di inserire la Lombardia in zona rossa. Ma chi sia stato a commetterlo non è chiaro, e tra Iss e Regione parte uno scambio di accuse. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità dal Pirellone sarebbero stati inviati dati che in un secondo momento sarebbero stati rettificati. Per la Lombardia, invece, sarebbe stato l'Iss a "sovrastimare" l'indice Rt regionale. Da domenica è certo il ritorno in zona arancione.

Iss: "Modificato Rt dopo la variazione inviata dalla Regione" In base all'ultimo monitoraggio, la Lombardia ha un Rt medio a 0,82 (0,78-0,87). La stima dell'indice di contagio corretta è stata aggiornata anche dall'Iss. Una relazione tecnica dell'Istituto superiore di sanità evidenzia ora che i dati della sorveglianza epidemiologica Covid-19 forniti dalla Regione Lombardia il 20 gennaio 2021 "cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione la settimana precedente il 22 gennaio. Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente". La Lombardia si avvia quindi verso il ritorno in zona arancione da domenica.

 

Iss: "Lavoriamo con i dati inviati dalle Regioni da 37 settimane" "L'Iss è un organo tecnico scientifico che lavora con i dati inviati dalle Regioni e Province autonome e ripetutamente validati dalle stesse - spiega poi l'Istituto -. Questo avviene da 37 settimane regolarmente con tutte le Regioni e Province autonome".

 

Ministero della Salute: "Massima fiducia nell'Iss" Dal Ministero della Salute si esprime "massima fiducia nell'Istituto Superiore di Sanità che dall'inizio della pandemia di Covid-19 è al lavoro per affrontare l'emergenza". Lo afferma lo stesso dicastero in una nota. In particolare, "da 36 settimane l'Iss si adopera per monitorare il quadro epidemiologico del Paese, sulla base dei dati che le Regioni e le Province autonome trasmettono ogni settimana".

 

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Le forze dell'ordine presidiano gli ingressi di Milano e controllano per garantire il rispetto delle norme anti covid dato che la Lombardia, fino al 31 gennaio, sarà in zona rossa.

 

La Lombardia: è l'Iss che ha sovrastimato l'indice Rt La Lombardia sostiene invece che a portare la Regione in zona rossa sia stata una "sovrastima dell'Rt" riferito al 30 dicembre e "calcolato dall'Istituto superiore di Sanità". Secondo fonti qualificate della Regione che replicano alla ricostruzione dell'Iss, la sovrastima sarebbe stata dovuta a fronte di un'anomalia dell'algoritmo utilizzato dall'Istituto per l'estrazione dei dati per il calcolo dell'Rt, segnalata dagli uffici dell'assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma. Inoltre, precisa, l'Ente non c'è stata "nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un 'campo del tracciato', tracciato che quotidianamente viene inviato all'Istituto Superiore di Sanità". "Azione, condivisa con l'Istituto Superiore di Sanità - prosegue - resasi necessaria a fronte dell'anomalia".

 

Fontana: "Lombardia deve essere arancione, dati lo evidenziano" "La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all'esame della cabina di regia, ancora riunita". Lo scrive su Twitter il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. "Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze", aggiunge. 

 

Il presidente lombardo: "Il ricorso ha avuto effetto" Secondo Fontana, "il ricorso ha avuto sicuramente un suo effetto". Il ricorso al Tar, ha sottolineato il presidente parlando a Pomeriggio 5, "ha evidenziato un problema che oggettivamente noi avevamo chiarito fin da settimana scorsa, avevamo evidenziato che c'era qualcosa che non funzionava".

 

 

Salvini: "Se Lombardia in zona rossa per errore del governo, paghi i danni" "Se 10 milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa per mesi in base a dati e valutazioni sbagliate del governo, saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi, un vero e proprio sequestro di massa". Lo ha scritto sui social il segretario della Lega, Matteo Salvini. "Chi ha sbagliato paghi, chieda scusa e ripari al danno causato", ha concluso.

 

Buffagni (M5s): "Basta show, se Fontana ha sbagliato si scusi" "Basta con gli show sulla pelle dei cittadini lombardi. Fontana ha certificato un indice Rt sbagliato, che ha portato la Lombardia in zona rossa? Se hanno sbagliato, chiariscano, chiedano scusa ai lombardi, correggano. E lo facciano in fretta". Così su Facebook il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni (M5s).

 

M5s: "Imperdonabile errore della Regione" In Lombardia "non solo hanno dimostrato di non saper gestire l'emergenza, ma ora parrebbe che per un loro errore nel comunicare i dati abbiamo pagato il prezzo, economico e psicologico, di una settimana in zona rossa. Ora paghino i danni". Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, Massimo De Rosa. "Regione Lombardia risponda di questo imperdonabile errore e paghi i danni a tutte quelle imprese, a tutti quei lavoratori, a tutti quegli studenti che stanno subendo sulla propria pelle gli effetti dell'incapacità di questa Giunta", afferma.

 

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