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Blue Whale: a Milano indagini su alcuni suicidi ma nessun riscontro

Le forze dellʼordine invitano a non lanciare un ingiustificato allarme. La procura parla anche di una "stupida moda"

Sono una decina i fascicoli (alcuni dei quali riguardanti anche più minori, casi di suicidio e gesti di autolesionismo) su cui sta indagando la Procura di Milano dopo le denunce delle ultime settimane di scuole e famiglie. Al momento non ci sono riscontri sul fatto che i casi al vaglio possano rientrare nel "Blue Whale", il presunto "gioco" sul web che può spingere le vittime al suicidio. Le inchieste sono aperte per istigazione al suicidio senza indagati.

La Procura minorile milanese, guidata da Ciro Cascone, sta effettuando verifiche per capire se in alcuni casi ad agire come "curatori", ossia coloro che inducono le vittime a punirsi, siano stati dei minorenni. I magistrati avrebbero individuato alcuni ragazzi che tuttavia hanno negato di aver istigato altri minori a compiere gesti di autolesionismo. "Nelle ultime due settimane - ha chiarito Cascone - abbiamo ricevuto più di una decina di segnalazioni, da Milano e dalle province lombarde. Alcuni sembrano falsi allarmi. Su tre o quattro casi, invece, ci stiamo concentrando particolarmente".

Non creare ingiustificato allarme - Nel frattempo, il comandante provinciale dei Carabinieri di Milano, Canio Giuseppe La Gala, ha spiegato che "è stata costituita una squadra ad hoc di investigatori per effettuare il monitoraggio e l'analisi su base regionale, per studiare il fenomeno e individuare i soggetti a vario titolo coinvolti". E nel sottolineare "la necessità di non creare situazioni di ingiustificato allarme - ha aggiunto La Gala - si invitano i genitori a segnalare tempestivamente alle stazioni carabinieri o presso un qualsiasi ufficio di polizia situazioni di specifico interesse".

Vittorio Rizzi, capo della Direzione Centrale Anticrimine (Dac) della Polizia, ha parlato di azioni di contrasto sul piano investigativo ma anche di "iniziative informative rivolte ai giovani, con la creazione di 'Blue Box' per raccogliere i loro disagi". Per Gabriele Bellocchi, vicepresidente della Croce Rossa Italiana, poi, "se vero e confermato, quello del 'Blue Whale' è un fenomeno decisamente nuovo e pericoloso".

Una stupida moda - Gli inquirenti milanesi mantengono il riserbo sull'indagine che ipotizzerebbe il reato di istigazione al suicidio. Mentre il procuratore dei minori Cascone, che l'ha descritta come una "stupida moda", ha raccontato che si stanno approfondendo le vicende segnalate da alcune scuole che coinvolgono una ragazzina nata nel 2002, due nate nel 2004 e un ragazzino di 12 anni. Le vittime si sarebbero inflitte "taglietti sulle labbra", ma non solo, e hanno parlato tutte di un "curatore" che le avrebbe agganciate online per poi proseguire le comunicazioni su WhatsApp, dove sarebbero state inviate le foto delle "prove superate".

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