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6.2.2013

Sos racket e usura, il presidente si dà fuoco

Milano, Frediano Manzi si è cosparso di benzina ustionandosi in varie parti del corpo. Il fuoco è stato spento da un autista di un tram che passava in corso Sempione

08:27 - Il presidente di una delle più note associazioni antiracket, Frediano Manzi, si è dato fuoco davanti alla sede della Rai a Milano, in corso Sempione, poco dopo le 20.30, dopo essersi cosparso di benzina. Manzi, coordinatore dell'associazione "Sos racket e usura", ricoverato inizialmente in gravi condizioni, è ora fuori pericolo.
"Tra 5 minuti mi do fuoco per tutte le vittime di usura. Addio". E' questo l'ultimo messaggio che il controverso fondatore dell'associazione ha mandato prima del gesto estremo. Prima di cospargersi di benzina e appiccare le fiamme a se stesso con un accendino, Manzi ha consegnato alla tv di Stato una lettera in cui ribadisce il motivo del suo gesto, accompagnandolo con delle richieste, disperate tanto quanto lui. "Per le vittime dell'usura che nessuno aiuta", si legge nel foglio, scritto a mano. Poi alcune richieste, quelle degli ultimi 10 anni di lotte. "Una commissione d'inchiesta sul caso Ferrigno", o "rimozione del presidente del Fondo nazionale antiusura". Frediano Manzi da tempo versava in uno stato di profonda prostrazione, e aveva recentemente già tentato il suicidio.

Dopo i clamori seguiti alle importanti inchieste che le denunce della sua associazione (che negli anni è diventata un punto di riferimento per le vittime del racket) avevano fatto partire, nell'ambito non solo dell'usura ma dell'intreccio tra la criminalità organizzata e gli enti locali, lui stesso era scivolato nel baratro finendo a sua volta denunciato per aver simulato un attentato a uno dei suoi negozi di fiori. Così era inevitabilmente cominciato il declino della sua credibilità. Una situazione che, insieme ai suoi problemi economici e alle continue minacce della criminalità organizzata, lo avevano minato profondamente spingendolo ormai a una vita border line. Ora il gesto più disperato.

Manzi sarebbe morto subito se non fosse stato per il provvidenziale intervento di Giuseppe Vinciprova, un'autista di un tram, il "19", che lo ha visto dimenarsi tra le fiamme e ha avuto la prontezza di spirito di prendere l'estintore, scendere e svuotarglielo addosso. "Stavo transitando in corso Sempione - ha raccontato - quando ho visto le fiamme e istintivamente mi sono fermato. Poi ho capito che era un uomo e sono sceso con l'estintore e ho spento il fuoco che lo avvolgeva". Manzi, subito soccorso, ha riportato gravi ustioni a braccia e torace. Trasportato in codice rosso all'ospedale di Niguarda, pur non essendo più in pericolo di vita si trova ancora ricoverato in prognosi riservata.
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