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Liliana Segre: "Sono stata clandestina, so cosa vuol dire essere respinti | Non ho mai perdonato"

Eʼ lʼultima testimonianza pubblica della senatrice a vita. Il messaggio di Mattarella: "Mai più razzismo, odio e intolleranza"

Shoah, ad Arezzo l'ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre

La senatrice a vita Liliana Segre nella sua ultima testimonianza pubblica alla Cittadella della pace di Rondine (Arezzo).

"Sono stata clandestina e so cosa vuol dire essere respinti. Lo si può essere in tanti modi". Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre nella sua ultima testimonianza pubblica organizzata presso la Cittadella della pace di Rondine (Arezzo). "Un giorno di settembre del 1938 sono diventata l'altra e non sono più potuta andare a scuola. Se si leggono a fondo le leggi razziali fasciste, una delle cose più crudeli è stata far sentire invisibili i bimbi".

"Per un attimo - ha raccontato - vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace con cui ho convissuto fino ad adesso. Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato, certe cose non sono mai riuscita a perdonarle". Nel suo commosso racconto, la Segre ha invitato anche a "non buttare il cibo. Ve lo dice una che non vedeva cibo per giorni".

 

Chi è Liliana Segre: la voce italiana della Shoah

 

"Nel mio racconto c'è la pena, la pietà per quella ragazzina che ero io e che adesso sono la nonna di quella ragazzina. So che è difficile vedendo una donna di 90 anni pensare che quella era una ragazzina. Nel settembre del 1938 sono diventata 'l'altra' e c'è tutto un mondo intorno che ti considera diversa. E questa cosa è durata sempre, io sono sempre l'altra", ha affermato.

 

"So che le mie amiche, quando parlano di me, dicono sempre 'la mia amica ebrea'. Quando sono diventata l'altra e a 8 anni non sono più potuta andare a scuola, ero a tavola con i miei familiari, e mi dissero che non potevo più andare a scuola. chiesi perché e ricordo gli sguardi di quelli che mi amavano e mi dovevano dire che erro stata espulsa perché ero ebrea. Molti miei compagni non si accorsero che il mio banco era vuoto", ha proseguito.

 

 

Conte: "La sua testimonianza scaccia via l'ambiguità" "Io sono venuto qui non per parlare ma per ascoltare l'ultima testimonianza pubblica della senatrice Segre. Una testimonianza di eventi così tragici che ha la funzione di interrogare le coscienze, di sollecitarci a scacciare via l'indifferenza e anche le ambiguità, di sollecitarci ad assumere posizioni chiare e scelte nette. Io offro la garanzia mia personale e dell'intero governo che questa testimonianza non finisce oggi ma si manterrà viva". Così il premier Giuseppe Conte intervenendo a Rondine.

 

Mattarella: "Mai più razzismo, odio e intolleranza" "Nell'ultima occasione in cui Liliana Segre rende direttamente la sua preziosa testimonianza ai giovani, desidero regalarvi il testo della nostra Costituzione nella sua versione originaria. La Costituzione è stata scritta avendo davanti agli occhi le tragiche vicende che hanno coinvolto anche Liliana Segre da ragazza ed è stata approvata con la ferma determinazione di non permettere che i mostri del totalitarismo e dell'antisemitismo che avevano devastato l'Europa pochi anni prima potessero ancora avvelenare l'Italia, il nostro continente, il mondo. Mai più privazione della libertà, mai più guerre di aggressione, mai più negazione dei diritti umani, mai più razzismo, odio e intolleranza". E' il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Questa - ha sottolineato- era la comune volontà dei padri costituenti, è merito loro se la nostra Repubblica è fondata su principi di grande valore: democrazia, libertà, uguaglianza, centralità della persona umana, pace e giustizia tra le Nazioni. A voi viene affidato per il futuro questo patrimonio".

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