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Terrorismo, foto di guerra nei cellulari: arrestati 3 libici a Genova

Lʼaccusa è di riciclaggio aggravato dalla finalità terroristica. Gli uomini erano sbarcati da una nave traghetto proveniente dalla Tunisia

Genova terrorismo tre libici arrestati
ansa

Genova, con il suo porto e il suo aeroporto, potrebbe essere il "crocevia di soggetti legati al terrorismo internazionale". E lo dimostrerebbero i cinque arresti effettuati in quattro giorni: dopo i due sedicenti fratelli iraniani bloccati al Colombo il 31 dicembre mentre cercavano di imbarcarsi su un volo per Londra con documenti falsi, domenica notte sono stati arrestati tre libici accusati di riciclaggio aggravato dalla finalità del terrorismo.

In manette sono finiti Abdel Kader Alkurbo (50 anni libico con passaporto svedese), Muhamad Ali Mosa Lufty (43 anni libico residente a Bruxelles) e Mohamed Abdel Mohamed Amar (39 anni, libico con passaporto belga). Nei loro telefonini sono state trovate foto di bambini soldato e scene che inneggiano al Califfato.

Lo sbarco al porto con tre auto nuove non immatricolate - I tre erano appena sbarcati a Genova dal traghetto proveniente dalla Tunisia, su tre Hyundai bianche identiche, ma senza regolari documenti di immatricolazione. Nessuna anomalia secondo i loro legali: i tre sarebbero infatti commercianti diretti in Belgio. I pm Pier Carlo Di Gennaro e Federico Manotti, invece, sospettano che i tre siano ben altro. Fiancheggiatori o finanziatori dell'Isis che avrebbero contatti con musulmani radicalizzati proprio in Liguria.

Il blitz in porto non sarebbe casuale: dalla Tunisia si aspettava l'arrivo di uno dei tre, Abdel Kader Alkurbo: l'uomo era già stato attenzionato perché in contatto con un altro soggetto radicalizzato che vive in Liguria e che starebbe intessendo una fitta rete di fondamentalisti.

Le ipotesi degli inquirenti: auto "pulite" per attentati o commercio per finanziare Isis - I tre libici avrebbero fatto diversi viaggi da e per il Nord Africa: i loro documenti sono stati infatti memorizzati nei data base delle compagnie di navigazione. A insospettire gli inquirenti quello strano traffico di auto, nuove di zecca, dall'Africa all'Italia, quando di solito la rotta che seguono è inversa. A cosa servivano quelle macchine? Erano auto "pulite" che sarebbero servite ai terroristi per spostarsi indisturbati o per attentati oppure dovevano essere rivendute per foraggiare le casse dell'Isis?