FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Frodi informatiche, 13 arresti tra Italia e Romania: dalle truffe delle case vacanze al phishing

Gli italiani mettevano a disposizione conti correnti. I proventi delle frodi erano poi decurtati di una percentuale del 35-40% trattenuta a titolo di provvigione per il servizio reso

hacker cyberspionaggio cyber spionaggio computer

Un'operazione della polizia postale, coordinata dalla procura di Genova, ha permesso di smantellare una delle più importanti organizzazioni criminali internazionali dedite agli attacchi informatici finalizzati a frodi e riciclaggio, dalle truffe della case vacanze al phishing. Eseguiti 13 arresti in Italia e Romania e sequestri di ville, auto, negozi e denaro. Il giro di affari dell'organizzazione era di 20 milioni di euro l'anno.

Hacker in Romania Tutto iniziava da un primo livello dell'organizzazione, costituito da batterie di hacker bene addestrati dalla Romania, responsabili di un'ampia casistica di frodi informatiche: dalle ben note truffe online, per l'acquisto di beni e servizi su portali di e-commerce; alle truffe, altrettanto diffuse soprattutto in periodi feriali, per l'affitto di inesistenti case-vacanza; al phishing informatico, consistente nella diffusione di virus destinati alla sottrazione di password e dati personali attraverso false email; al phishing attuato mediante siti-clone, vale a dire siti internet apparentemente identici agli originali, ma creati al solo scopo di carpire codici e dati personali.

 

"Esternalizzato" il servizio di riscossione Una volta portate a termine le frodi c'era la necessità di ripulire il denaro illecitamente guadagnato, ed è proprio qui che si attivava il braccio italiano dell'organizzazione criminale. Questi, a cui veniva "esternalizzato" il servizio di riscossione, mettevano a disposizione numeri di conto corrente italiani su cui l'organizzazione romena bonificava i proventi delle frodi, che venivano ripuliti, incassati, decurtati di una percentuale del 35-40% trattenuta in Italia a titolo di provvigione per il servizio reso, ed infine e trasportati in contanti oltre frontiera.

 

Prestanomi indigenti per i conti correnti In particolare, i capi dell'organizzazione in Italia, due cittadini romeni di 52 e 49 anni residenti a Genova, con le rispettive mogli, tutti formalmente disoccupati e nullatenenti, gestivano a Genova, sin dal 2018, una rete di procacciatori incaricati di reclutare, tra le fasce più bisognose della popolazione, soggetti prestanome disposti a mettere a disposizione - dietro un modesto compenso - la loro identità per l'apertura di moltissimi conti correnti. Su tali conti, che venivano in realtà gestiti dai capi, confluivano centinaia di bonifici da tutto il mondo, frutto delle frodi informatiche.

 

Ultima fase: il riciclaggio L'ultima catena era riciclaggio, ed era strutturata a livello piramidale. I capi potevano contare su un livello di 'procacciatori', incaricati di reclutare i prestanome per l'apertura dei conti, nonché su un livello di corrieri (noti alle polizie internazionali col termine di "money mules", letteralmente "muli di denaro"), incaricati di prelevare il denaro dai conti correnti, occultarlo in appositi nascondigli ed infine organizzare le "carrozze" (furgoni, bus o vetture proprie o prese a noleggio) con i quali il contante veniva fisicamente trasportato, oltre frontiera, in Romania.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali