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Stadio Roma, chiesto il rinvio a giudizio per 15 persone: coinvolto anche Parnasi

Associazione a delinquere, corruzione e finanziamento illecito i reati ipotizzati per lʼimprenditore e vari esponenti politici di Comune e Regione

La Procura di Roma chiede il rinvio a giudizio per 15 persone nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della città. Coinvolti l'imprenditore Luca Parnasi, gli ex esponenti politici della Regione Adriano Paolozzi e Michele Civita, il capogruppo di Forza Italia in Comune Davide Bordoni e il soprintendente ai Beni culturali Francesco Prosperetti. Contestati i reati di associazione a delinquere, corruzione e finanziamento illecito.

Il ruolo di Parnasi - Parnasi è ritenuto dai pm, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, figura apicale dell'associazione a delinquere, che secondo l'accusa ha cercato di pilotare le procedure amministrative legate al masterplan, approvato, nell'ambito della conferenza dei servizi, nel febbraio del 2017. Un provvedimento che portò, tra l'altro, all'abbattimento del 50% delle cubature rispetto all'ipotesi iniziale.

Per questa stessa inchiesta a giugno erano stati eseguiti nove arresti. Per Luca Lanzalone, ex consulente delle giunte M5s di Livorno e presidente di Acea a Roma, è stato disposto da diverse settimane il giudizio immediato. All'inizio del 2017, il manager faceva da referente di fatto del Campidoglio nella trattativa con la società Eurnova per la costruzione del nuovo impianto sportivo.

Stralciato il finanziamento alla politica - I magistrati di piazzale Clodio hanno deciso di stralciare il filone di indagine che riguarda il finanziamento alla politica: circa 400mila euro che Parnasi, per sua stessa ammissione, ha garantito alle fondazioni vicine al Pd e Lega e le utility in favore di un esponente capitolino degli M5s.

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