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Roma, via allo sgombero di un campo nomadi per "problemi sanitari": prima famiglia in alloggi del Comune

La Corte europea diritti dellʼuomo aveva imposto una sospensione fino a venerdì, ma il comune ha deciso diversamente. Salvini esulta. I residenti: "Trattati come animali"

Vigili e assistenti sociali si sono recati al Camping River, il campo nomadi a Roma in via di chiusura dove sono iniziate le operazioni di sgombero, per problemi sanitari. "Legalità, ordine e rispetto prima di tutto!", ha commentato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, su Twitter. La Corte europea diritti dell'uomo aveva deciso la sospensione dello sgombero fino a venerdì.

Nomadi, problemi sanitari: sgombero in campo Roma

Prima famiglia campo Roma in alloggi del Comune - La prima famiglia, di 5 persone, ha lasciato il Camping River pera trasferirsi in una struttura di accoglienza offerta dal Comune che consente al nucleo di restare unito. Le persone che avrebbero dato disponibilità a trasferirsi in centri di accoglienza sono 24.

Sulla necessità di soluzioni alloggiative alternative si era espressa nei giorni scorso la Corte europea. Negli ultimi 5 giorni altre 10 persone (oltre a 14 già partite e a 5 che stanno per farlo) hanno accettato il rientro volontario assistito nel loro Paese di origine intraprendendo questo iter.

Gravi criticità sullo stato di salubrità dell'area - Alla base dello sgombero c'è un'ordinanza sindacale firmata a metà luglio che parla della "sussistenza di gravi situazioni di criticità inerenti lo stato di salubrità dell'area" sulla base dei recenti rapporti dell'Arpa e della Asl. Si riteneva "inderogabile adottare le necessarie misure volte a salvaguardare nell'immediatezza le condizioni igienico-sanitarie dell'area e la salute delle persone ancora presenti nell'insediamento nonché dei cittadini che vivono nelle zone circostanti".

Residenti campo: "Trattati come animali" - "Questa mattina sono venuti per buttarci fuori, ci hanno trattato come animali. C'è stata violenza, hanno spinto le donne e usato lo spray al peperoncino su una signora. Qualcuno è uscito volontariamente, qualcuno è svenuto, le donne strillavano. Io sto andando a prendere la mia roba non so dove andrò". Lo racconta Florin, 31 anni, uno dei nomadi del campo in via di sgombero nella capitale. A chi glielo ha chiesto Florin ha spiegato che non è stata usata violenza contro i bambini.

I vigili: "Mai usato la forza" - Dura la replica del comandande della Polizia locale di Roma, Antonio Di Maggio. "Tutto si è svolto nella massima regolarità, le persone sono state invitate a uscire e non abbiamo usato nessuna forma di coazione fisica, vuol dire che non abbiamo usato manette o allontanato le persone con la forza, non abbiamo usato spray al peperoncino, armi da fuoco e manganelli, che non abbiamo". L'unica forza utilizzata, continua Di Maggio, è stata quella del "convincimento a uscire, cosa che le persone hanno fatto".

Mappa dei rom e dei sinti in Italia

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