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Vandali contro casa Kyenge, il vicino: "Il marito non raccoglieva le feci del cane"

Il muro dellʼabitazione dellʼex ministro era stato trovato imbrattato di escrementi: non si è trattato però di xenofobia, ma di una lite tra vicini

Vandali contro casa Kyenge, il vicino: "Il marito non raccoglieva le feci del cane"

L'abitazione dell'ex ministro Cécile Kyenge a Gaggio in Piano, frazione di Castelfranco Emilia (Modena) era stato oggetto nei giorni scorsi di atti di vandalismo: le mura esterne della casa erano state imbrattate con escrementi animali. Subito si era ricondotto l'episodio a un gesto razzista e intollerante, tanto che la stessa Kyenge in una intervista a "La Stampa" aveva così commentato: "Mi odiano in quanto donna, di colore e di successo". Un vicino di casa però, avrebbe confessato in forma anonima al "Resto del carlino" di aver compiuto lo spregevole atto per ripicca al comportamento del marito dell'europarlamentare Pd, colpevole, a suo dire, di non raccogliere le deiezioni del cane.

Quella che in un primo momento sembrava l'ennesima manifestazione xenofoba, si è risolta, insomma, in una lite tra vicini. Oggetto in passato di offese e altri atti di intolleranza, Kyenge era stata difesa in quest'ultima occasione persino dal leghista Mario Borghezio: "Condanno con ogni fermezza possibile il gravissimo atto compiuto nella residenza della collega parlamentare europea Cecile Kyenge, un atto che deploro anche come esponente della Lega e come persona civile".

Erano arrivate anche la solidarietà di Forza Italia e Partito democratico."Voglio esprimere la mia personale solidarietà e quella di tutto il Partito Democratico dell'Emilia-Romagna a Cecile Kyenge vittima di un vergognoso attacco razzista. Chi usa la violenza alimentata dall'odio xenofobo sappia che non ci faremo mai intimidire, anzi saremo ancora più determinati nel difendere e riaffermare i valori della democrazia e del rispetto dell'altro. Certo che gli inquirenti possano fare presto luce su questa tremenda pagina di intolleranza e assicurare i colpevoli alla giustizia, mi sento di dire: Cecile, tieni botta, siamo tutti con te". Queste le parole di Paolo Calvano, segretario regionale del Pd dell'Emilia-Romagna.

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