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Bimbo morto cadendo da un carro di Carnevale a Bologna, tre indagati: anche la mamma

La donna sarebbe stata "imprudente e disattenta". Nel mirino della magistratura anche lʼallestitore del carro allegorico e lʼingegnere che ha rilasciato il certificato del collaudo

Per la morte, avvenuta il 5 marzo, di Gianlorenzo Manchisi, il bimbo caduto da un carro durante la sfilata di Carnevale a Bologna, la Procura del capoluogo emiliano ha iscritto tre persone sul registro degli indagati. I tre sono la madre del piccolo, l'allestitore del carro allegorico e l'ingegnere che ha rilasciato il collaudo del mezzo: l'ipotesi è per tutti di omicidio colposo. Si tratta, sottolinea comunque la Procura, di un atto dovuto.

Gli avvisi di garanzia sono stati notificati dai carabinieri della stazione Bologna Indipendenza. L'inchiesta sulla tragedia è coordinata dal pm Beatrice Ronchi.

Il bimbo cadde durante la sfilata in centro storico, quando si trovava sul carro insieme alla madre e morì all'ospedale Maggiore il giorno successivo.

Sono diverse, per le tre persone ritenute coinvolte nella morte del piccolo Gianlorenzo Manchisi, le motivazioni che hanno portato alla loro iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura. La madre del bambino risulta indagata per "imprudenza e disattenzione". Il legale della donna ha subito commentanto che la sua assistita "è serena, possiede la serenità di chi è in possesso della verità". Secondo l'avvocato Mauro Nicastro infatti "esiste un video in cui si vede che non c'è nessun tipo di imprudenza o disattenzione da parte della madre".

L'ingegnere che il 17 gennaio ha rilasciato il certificato di collaudo del carro allegorico risulta indagato per avere redatto l'elaborato "in modo superficiale e inadeguato": avrebbe trascurato di considerare gli aspetti di sicurezza dinamica del mezzo, sotto il profilo del rischio di caduta delle persone.

Per l'allestitore del carro si parla di "colpa generica e specifica", per le diverse mancanze dal punto di vista delle norme tecniche di sicurezza che sarebbero emerse dai rilievi svolti dai carabinieri. Si tratta della mancanza di un'adeguata protezione esterna che impedisse la possibile fuoriuscita accidentale dei bambini e dell'assenza di uno strumento di protezione delle ruote, tale da evitare i rischi di investimento o schiacciamento.

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