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Amanda Knox torna in Italia: parteciperà al Festival della giustizia penale a Modena

"Sono stata onorata di avere accettato lʼinvito a parlare agli italiani in questo evento storico e di tornare in Italia per la prima volta" ha scritto lei in un tweet

Amanda Knox torna in Italia: parteciperà al Festival della giustizia penale a Modena

Amanda Knox tornerà a breve in Italia. La giovane americana accusata dell'omicidio di Meredith Kercher e poi definitivamente assolta, parteciperà alla prima edizione del Festival della giustizia penale in programma a Modena dal 13 al 15 giugno. Secondo "Il Dubbio", giornale del Consiglio nazionale forense, Amanda interverrà a un incontro sul tema "Il processo penale mediatico".

La Knox rimetterà quindi piede nel nostro Paese quasi otto anni dopo essere stata assolta dalla Corte d'assise d'appello di Perugia dall'accusa di avere partecipato all'omicidio, compiuto sempre nel capoluogo umbro, di Meredith Kercher e scarcerata dopo avere passato poco meno di quattro anni in cella. Delitto per il quale sarà poi riconosciuta definitivamente innocente dalla Cassazione.

"Sono stata onorata di avere accettato l'invito a parlare agli italiani in questo evento storico e di tornare in Italia per la prima volta" ha scritto Amanda in un tweet. "Abbiamo pensato di invitarla perché riteniamo che sia un'icona del processo mass-mediatico" ha spiegato Guido Sola, presidente della Camera penale di Modena che ha organizzato il festival. "E lei - ha aggiunto - ha accettato il nostro invito". Amanda Knox aveva già più volte ipotizzato di poter tornare in Italia "per chiudere il cerchio".

La giovane è stata infatti al centro di una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni, cominciata la notte del primo novembre del 2007 quando Meredith Kercher venne uccisa con una coltellata al collo in un'abitazione di Perugia presa in affitto con l'americana (entrambe erano in Italia per studiare) e due italiane. Knox e il suo allora fidanzato Raffaele Sollecito, dopo pochi giorni vennero accusati di essere gli autori dell'omicidio per il quale non è mai stato individuato dagli inquirenti un movente preciso. Arrestati il 6 novembre del 2007 vennero entrambi condannati in primo grado nonostante si fossero sempre proclamati innocenti. L'attenzione mediatica si concentrò da subito sulla studentessa di Seattle.

Durante i processi ogni suo atteggiamento, parola o anche l'abbigliamento avevano finito per destare particolare interesse. Il 4 ottobre del 2011 la sentenza di primo grado venne ribaltata dai giudici di appello di Perugia che assolse Knox e Sollecito. Aprendo dopo poco meno di quattro anni le porte del carcere ai due giovani. Knox era quindi tornata il giorno dopo negli Usa con la sua famiglia mentre comunque in Italia la vicenda giudiziaria legata all'omicidio Kercher andava avanti. L'assoluzione di Perugia venne infatti annullata dalla Cassazione con un nuovo processo di secondo grado, a Firenze per questioni procedurali, terminato con una condanna di Knox e Sollecito. Ma il 27 marzo del 2015 la Cassazione mise definitivamente fine al procedimento assolvendo i due "per non avere commesso il fatto". La vicenda è poi finita all'esame della Corte europea per i diritti umani. E secondo i giudici di Strasburgo l'Italia ha violato il diritto alla difesa di Amanda Knox nell'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher.

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