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Affidi illeciti Bibbiano, tre nuovi indagati per abuso dʼufficio

La vicenda era stata segnalata con esposti dai consiglieri di Forza Italia di Modena

Affidi illeciti Bibbiano, tre nuovi indagati per abuso d'ufficio

Nuovi indagati nell'inchiesta sugli affidi illeciti a Bibbiano. Tre persone sarebbero accusate di abuso d'ufficio in seguito alle notizie su consulenze affidate alla psicologa Nadia Bolognini, dopo il suo arresto. La vicenda era stata segnalata con esposti dai consiglieri di Forza Italia di Modena: al centro, un incarico affidato a Bolognini dall'Unione Comuni Modenesi Area Nord il 3 luglio, quando la psicologa era ai domiciliari da una settimana.

I consiglieri Antonio Platis e Mauro Neri hanno annunciato esposti alla Corte dei conti e una segnalazione alle Procure di Modena e Reggio Emilia. E proprio tra le due Procure emiliane, che coordinano le indagini dei carabinieri, è previsto a breve un incontro per stabilire come proseguire su questo versante investigativo ancora tutto da sviluppare.

Forza Italia, che ha fatto un accesso agli atti, ha parlato di un incarico 'mascherato' e di una determina 'retroattiva' con cui l'amministrazione, ha scritto il partito "impegna i fondi, 13.589 euro, dal 1 giugno 2019". Aumentando, in modo retroattivo, appunto, l'importo a una casa famiglia "da 110 a 127 euro al giorno per coprire i maggiori costi per le sedute della moglie di Foti (170 euro all'ora). Tecnicamente - proseguono - siamo davanti ad un debito fuori bilancio, perche' mai e poi mai una Amministrazione pubblica può impegnare soldi per prestazioni effettuate nel passato".

Bolognini è una figura importante nell'inchiesta esplosa con le misure cautelari il 27 giugno. Agli atti ci sono alcune intercettazioni dei suoi colloqui coi minori, allontanati dalle famiglie di origine per essere dati in affido. Era in uno di questi dialoghi che Bolognini cercava di far sparire dai ricordi di un ragazzino il proprio genitore naturale: "E' come se dovessimo fare un funerale!", le sue parole.

Bolognini chiedeva al giovane paziente di ricordare "quando il padre lo umiliava" e così facendo, secondo il Gip, gli stava inducendo falsi ricordi. Poi, per ottenere l'obiettivo di farlo diventare diverso dal padre, gli diceva: "Dobbiamo fare una cosa grossa.. Sai qual è? Gli psicologi la chiamano elaborazione del lutto (...) Dobbiamo vedere tuo padre nella realtà e sapere che quel papa' non esiste più".

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