la tragedia a luglio 2024 nel cuneese

Cuneo, bimba annegò nel lago "per un braccialetto sbagliato": in sei verso rinvio a giudizio

Si attende l'udienza preliminare per la morte di Anisa Murati al bioparco AcquaViva di Caraglio: la piccola indossava al polso il colore per i "nuotatori"

09 Mar 2026 - 21:28
 © Ansa

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Si attende che sia fissata l'udienza preliminare dal gup di Cuneo per i sei indagati nell'inchiesta sulla morte di Anisa Murati, la bambina di sette anni annegata nel bioparco AcquaViva di Caraglio (Cuneo). Per tutti loro la procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. La piccola, figlia di una coppia albanese residente a Demonte (Cuneo), era in gita con altri ragazzi di un centro estivo della valle Stura quel 17 luglio del 2024, giorno della tragedia. Secondo gli inquirenti, il braccialetto che Anisa aveva al polso era del colore sbagliato: alla bimba sarebbe stato dato quello arancione, riservato ai nuotatori, anziché quello verde per i più piccoli. Una svista che il magistrato imputa alle due animatrici, insieme a un presunto ritardo nell'allertare i soccorsi. Insieme alle due accompagnatrici sono accusate altre quattro persone.

Ecco di cosa devono rispondere i sei indagati

 A tutti gli indagati la procura addebita condotte caratterizzate da "imprudenza, negligenza e imperizia". In particolare, al gestore del bioparco, Roberto Manzi, di aver predisposto un documento di valutazione dei rischi ritenuto "carente". Il progettista e direttore dei lavori Stefano Ferrari e il responsabile dell'ufficio tecnico comunale Graziano Viale sono accusati anche di falso: furono loro a firmare il certificato di regolare esecuzione dei lavori che la procura ritiene però irregolare, perché non corrispondente al progetto esecutivo approvato. Mancavano, in particolare, alcuni presidi di sicurezza e una cartellonistica che segnalasse, in modo evidente, i valori di profondità dell'acqua e pendenza a bordo del bacino.

Il parroco di Demonte, don Fabrizio Della Bella, quel giorno non era presente a Caraglio. Secondo il pubblico ministero avrebbe autorizzato la partenza della comitiva di bambini, giunta "senza preavviso", in presenza di un numero insufficiente di accompagnatori.

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