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Covid, corsa dei giovani ai vaccini: dubbi degli esperti sugli open day con Astrazeneca e J&J

Un gruppo di 24 medici vaccinatori: quelli a vettore virale (raccomandati dall'Aifa per gli over 60), non andrebbero somministrati alle fasce di popolazione meno anziana, soprattutto di sesso femminile: più rischi che benefici

Vaccini, a Napoli le iniezioni in una farmacia del quartiere Scampia

I giovani puntano al Green pass e danno lo sprint alla campagna vaccinale. Alcuni esperti frenano però sugli open day, in particolare quelli dedicati alle somministrazioni di Astrazeneca: porterebbero infatti a un rischio di trombosi "più alto del Covid". Resta intanto il nodo delle discoteche: un nuovo protocollo sarà presentato entro giovedì al Cts.

Le Regioni infatti continuano ad immunizzare i più giovani con qualsiasi tipo di siero: negli "eventi vaccinali" appositamente dedicati non si utilizzano soltanto gli Rna (Pfizer e Moderna), ma soprattutto quelli a vettore virale (Astrazeneca e Johnson & Johnson, raccomandati dall'Aifa per gli over 60).

 

Da qui l'appello di un gruppo di 24 medici vaccinatori, contrari alla scelta di aprire ai più giovani le vaccinazioni con gli Open day AstraZeneca, "perchè la somministrazione di questo vaccino ai soggetti minori di 40 anni, in particolare di sesso femminile, potrebbe comportare più rischi che benefici, causando anche se raramente complicanze potenzialmente mortali".

 

"La loro intenzione - spiegano - è rafforzare la fiducia nelle Istituzioni ed evitare rischi inutili tra i nostri giovani". Stessi avvertimenti da Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, secondo il quale l'esigenza di vaccinare la popolazione andrebbe contemperata con la possibilità di somministrare, in questo momento, altri tipi di vaccini ai giovani. Con il siero a vettore virale, andrebbe immunizzato "quel 28% di 60-69enni e 17% di 70-79enni che ancora non hanno ricevuto la prima dose di vaccino", aggiunge Francesco Broccolo, virologo dell'Università Bicocca di Milano.

 

Locatelli: AstraZeneca già raccomandato preferibilmente agli over 60 - Il vaccino anti-Covid di AstraZeneca "è già preferibilmente raccomandato per i soggetti sopra i 60 anni di età, perché il rapporto tra i benefici derivanti dalla vaccinazione ed eventuali rischi diventa incrementale con l'età e particolarmente favorevole sopra questa soglia". Lo ha ribadito il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, aggiungendo: "Quello che si è verificato nella sfortunata ragazza di Genova impone una riflessione".

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