Imu sulle seconde case, le città più care
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L'amministrazione ha inviato avvisi per altre migliaia di euro a parrocchie e centri accoglienza che non hanno inviato la richiesta di esenzione per l'imposta del 2020
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Il velo, il libro della Regola e il crocifisso. Ma anche 25mila euro di Imu. Ecco quanto è a carico del monastero delle Clarisse di Collerolletta, a pochi chilometri da Terni. Altre migliaia di euro chiesti a parrocchie, strutture di accoglienza per senzatetto e anche al deposito del Banco alimentare del comune umbro. Sono, infatti, questi alcuni degli avvisi di accertamento Imu ricevuti in questi giorni da strutture religiose e del terzo settore di Terni, sulla base di annualità pregresse, per il momento 2020 e 2021. A parlarne sono diversi media locali. Il tema è stato portato all'attenzione del consiglio comunale di Terni che ha approvato all'unanimità un'interrogazione, poi diventata ordine del giorno, del consigliere Roberto Pastura (FdI) con cui si chiede al Comune di affrontare la questione e cercare una soluzione che superi i cavilli della burocrazia. In aula, l'assessora comunale al Bilancio Michela Bordoni ha negato ogni volontà del Comune di "tassare le chiese", spiegando che il tema è di interesse nazionale e che "deve vedere il coinvolgimento anche del governo, del Parlamento, dei Comuni e della Cei per una soluzione definitiva".
In sostanza, secondo quanto riportato dall'assessora, alcuni enti del terzo settore non avrebbero presentato, in passato, la dichiarazione Imu che avrebbe consentito di ottenere l'esenzione. E senza, il Comune non può verificare la sussistenza dei requisiti di esenzione. Occorre risalire alla legge di bilancio 2020, in tempi di pandemia, e le clarisse, con il loro accertamento di 25mila euro solo per il 2020, quota capitale più interessi e sanzioni, sono comunque in buona compagnia: di un magazzino di stoccaggio di beni alimentari e di indumenti per indigenti e di una casa di accoglienza da sette posti, sempre a Terni.
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La legge prevede l'esenzione dal pagamento per gli immobili utilizzati da enti non commerciali per attività assistenziali, caritative, educative e religiose svolte senza finalità di lucro. Purché la dichiarazione prevista dalla normativa venga inviata nei tempi stabiliti. Il Comune di Terni, dunque, starebbe adempiendo a un obbligo normativo previsto dalla legge dello Stato.
Da qui il "cortocircuito tra norma e realtà" citato dal consigliere Pastura, che, dopo la risposta dell’assessore e l’intervento del consigliere Guido Verdecchia, ha rilanciato: "Non chiediamo di fare qualcosa contro la legge. Il problema lo hanno anche altri Comuni, ma qui c'è stato un problema di dialogo e oggi ci troviamo davanti a un'esigenza grave. L'atto è stato approvato all'unanimità dal consiglio comunale.