Proiettili di fabbricazione artigianale: potrebbe essere questa la causa dell'esito incerto dei test fatti per capire la paternità degli spari che sabato scorso a Roma, tre ore prima della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, sono stati indirizzati verso un gruppo di tifosi partenopei ferendo gravemente il 20enne Ciro Esposito. Il test dello stub eseguito su Daniele De Santis, noto come "Gastone", ha dato esito incerto, e il motivo potrebbe essere riconducibile proprio all'utilizzo di proiettili di fabbricazione artigianale. Per definire la dinamica di quanto accaduto sabato scorso, quindi, saranno decisivi gli esiti degli esami balistici che diranno se la polvere da sparo è la stessa trovata sulla mani di De Santis.
Un commando in azione - Sembra già accertata, invece, l'azione di un vero e proprio commando, probabilmente composto unicamente da ultrà della Roma. Per i pm, con De Santis c'erano "almeno altre quattro persone", tutte armate di bastoni e protette da caschi scuri. Secondo altri riscontri investigativi, invece, il commando era composto da almeno 10 teppisti. La pistola con cui "Gastone" avrebbe sparato ad Esposito, per il gip sarebbe stata usata anche da altri tifosi napoletani per accanirsi contro di lui una volta identificato come l' "aggressore armato".
L'ipotesi: i romanisti hanno sbagliato obiettivo - Un altro possibile scenario verrà vagliato dagli investigatori nei prossimi giorni. Perché i romanisti avrebbe agito così, rischiando di scatenare un vero e proprio inferno? Forse qualcosa è andato storto. Una nutrita presenza di "tifosi" giallorossi, infatti, sarebbe stata notata a ponte Milvio poco prima della sparatoria. Probabilmente, l'obiettivo era quello di distrarre la polizia durante il passaggio dei pullman dei tifosi partenopei a Tor di Quinto. Questa ipotesi, qualora venisse confermata, darebbe alla vicenda i contorni di un agguato indiscutibilmente premeditato (come sostengono i napoletani), ma l'impressione degli investigatori è che le cose, nelle menti dei tifosi della Roma, dovevano andare diversamente. De Santis e i suoi complici, infatti, intendevano provocare rivali più "tranquilli" di quelli in cui sono poi incappati. Avrebbero puntato il pullman sbagliato e la pistola, usata da De Santis per non restare sopraffatto, sarebbe stata "solo" un'extrema ratio.
