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Sesso tra infermieri in ospedale, scoppia lo scandalo nel Napoletano

Inviati ai giornali quattro video che mostrano effusioni e scene erotiche tra due operatori sanitari in ambienti del pronto soccorso. Aperta un'inchiesta interna dall'Asl

Da video

"Questo è quello che accade nel pronto soccorso di Castellammare di Stabia.

Tutti sanno, ma nessuno fa niente...": è il messaggio scritto su un foglietto recapitato al quotidiano "Metropolis" con una chiavetta USB. Sul supporto elettronico

quattro video

che mostrano effusioni e scene di sesso tra due persone, due operatori sanitari, in ambienti del nosocomio nel Napoletano.

Una vicenda di cui si stanno già interessando i vertici dell'

Asl Napoli 3 Sud

, l'azienda sanitaria competente per territorio, e sulla quale si è scatenato un dibattito politico-istituzionale che ha coinvolto anche la parte legata al mondo sindacale.


 



 


Stando a ciò che riferiscono coloro che hanno visto il supporto USB, i video mostrerebbero sempre le stesse persone,

con i volti non oscurati

, in periodi diversi, che dopo essersi appartati nella stessa stanza si lasciano andare a effusioni e sesso esplicito.


 


La telecamera sarebbe stata nascosta in quel luogo, è la ricostruzione al momento ritenuta più plausibile, con la consapevolezza che avrebbe potuto catturare le immagini degli

"incontri segreti"

.


 


Perché solo adesso le immagini siano venute fuori e se soprattutto in passato siano arrivate segnalazioni agli organismi interni all'ospedale, sono i due principali punti sui quali ruota l'

inchiesta interna

già avviata dalla Napoli 3 Sud.


 


Milano, ecco i cani anti-Covid in grado di "fiutare" i positivi

Due pastori tedeschi addestrati a "fiutare" i pazienti affetti da Covid. E' Il risultato di una sperimentazione iniziata ad aprile e ancora in corso tra l’Università degli Studi di Milano, il centro cinofili  e l'ospedale Sacco. I due cani hanno iniziato fiutando garze impregnate di sudore, prelevato a persone affette da Covid-19 e a soggetti già risultati negativi al tampone molecolare. Contando sulle capacità olfattive degli animali addestrati nel distinguere gli odori, i due cani sono stati indotti a fiutare i pazienti infetti. L'addestramento si è svolto in un'area interna del Sacco, priva di possibili distrazioni e soprattutto esente da potenziali fonti di contaminazione olfattiva. Nel futuro, spiega la professoressa Maria Rita Gismondo, "è auspicabile immaginare non ovviamente una sostituzione agli strumenti che abbiamo, ma un ottimo aiuto e supporto alla sanità pubblica ovunque vi siano ingressi di masse di persone. E' la prima volta che si hanno questi risultati in Europa".

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