cronaca

Cogne, la difesa perde i pezzi

E Taormina si preoccupa per il Riesame

10 Mag 2004 - 16:40

Continua a perde pezzi la difesa di Anna Maria Franzoni, imputata per la morte del figlio Samuele ucciso a Cogne il 30 gennaio. Dopo Grosso, è toccato all'avvocato Bezicheri uscire suo malgrado di scena e, da ultimo, hanno rinunciato i periti Torre e Robino. Defezione che preoccupa Carlo Taormina: "Come si fa a lasciare il campo - dice l'avvocato - a 10 giorni dal Riesame: per Anna Maria potrebbe essere un problema".

"Torre deve sapere - aggiunge Taormina - che ha un contratto e che ragioni deontologiche, professionali e contrattuali lo obbligano a concludere il suo lavoro. Entro la fine della settimana i consulenti - sottolinea ancora il legale - dovranno presentare il loro lavoro. Comunque Torre sappia che ho già presentato querela per diffamazione nei miei confronti. Con le sue esternazioni ha denigrato la mia attività".

Non si è fatta attendere la risposta del medico legale, Carlo Torre: "Ho rinunciato al mio incarico per varie divergenze sul modo di lavorare, ma il mio lavoro era già terminato. "Nella giornata di oggi - aggiunge - perverranno all'avvocato le mie ultime consulenze, cose peraltro marginali. Quindi non vedo il danno".

Eppure, nonostante i ritiri, c'è anche chi difende la linea di Taormina a spada tratta. Come fa Francesco Antonio Maisano, legale di Stefano e Davide Lorenzi: "E' Taormina lo stratega. Giusto che sia lui a condurre la strategia e a pretendere che sia così. Del resto è il legale della Franzoni, quindi ha sacrosanta ragione a condurre il gioco".

Una teoria sostenuta dallo stesso Taormina: "Non c'è nessun pool di avvocati - incalza il professore - sono io l'unico difensore della Franzoni. Ci sono altri avvocati, è vero, ma sono stati nominati a tutela delle persone offese e per dare un contributo nella ricerca della verità. La strategia la faccio io. Non c'è nessuna liquefazione in corso".

Fatto sta che le difficoltà del caso si stanno riflettendo innegabilmente sulle strategie difensive. I numeri parlano da soli: dei nove legali finora ingaggiati, due di loro non hanno più l'incarico, uno perché licenziato, l'altro perché dimessosi. Senza contare la rinuncia dei due medici legali Carlo Torre e Carlo Robino.

A tutelare la Franzoni e la famiglia rimangono ancora sette avvocati: sono il legale bolognese Francesco Maisano che tutela Stefano Lorenzi e il figlio Davide, l'avvocato bolognese Giovanni Roversi, nominato procuratore mandatario di Anna Maria Franzoni, il ferrarese Daniele Bertaggia che difende la sorella Ilaria, il fiorentino Rosario Bevacqua, già nel pool che difese Pietro Pacciani, nonché Anna Agosti e Mario Parrilli. Oltre, naturalmente, a Carlo Taormina.

Ora, a 10 giorni dall'udienza del Tribunale del Riesame di Torino, il nuovo "incidente", con la rinuncia dei due periti. L'appuntamento è delicato: il 19 settembre i giudici dovranno valutare il ricorso della difesa sull'ordine di carcerazione della donna. L'arringa è affidata all'avvocato Taormina.