"Anna Maria è sana di mente"
Aosta, perizia su mamma di Samuele
"Non sussistono allo stato evidenze di rilevanza probatoria tali da sostenere una concreta attribuzione di colpevolezza. Dalle indagini praticate non sono emerse condizioni tali da poter avallare che la signora Franzoni possa avere messo in atto il delitto e poi scotomizzato (rimosso) gli avvenimenti". Questo il risultato della perizia psichiatrica su Anna Maria Franzoni che martedì sera ha annunciato in tv che aspetta un altro bambino.
Gli esami disposti sulla mamma di Samuele, accusata dell'atroce delitto, escludono anche che la donna soffra di una sindrome dissociativa: "Per quanto concerne l'ipotesi di una sindrome dissociativa si fa presente che le indagini effettuate portano all'esclusione della stessa".
"Quanto al quadro depressivo che secondo la letteratura potrebbe supportare un reato di figlicidio, molteplici evidenze tendono ad escluderlo in reazione al momento del reato. - si legge sui documenti riportati dal quotidiano Libero - Certamente è possibile che Anna Maria Franzoni menta o dissimuli intenzionalmente (per altro con straordinaria simulatoria) la perizia non è tuttavia in grado di dirimere questa alternativa e non è del resto suo compito farlo".
Sull'ipotesi delle alterazioni transitorie, i periti rilevano che l'ipotesi "assume significato e significanza ove si desse per documentata l'effettuazione del delitto da parte di Anna Maria Franzoni; posto che solo in questo caso il problema si porrebbe in esito all'accertamento di una infermità potrebbe essere proprio quello di interpretare e di motivare la sussistenza o meno di un valore di malattia dell'atto".
E che dire del malore accusato dalla mamma di Sammy poche ore prima della tragedia? "Il banale malessere accusato da Anna Maria Franzoni la sera e la notte precedente l'omicidio di Samuele non ha caratteristiche che possano farlo individuare come connesso a una qualche alterazione psicopatologica. A meno di non voler procedere a illazioni e forzature interpretative senza reale fondamento clinico".
Il collegio peritale trae quindi il suo verdetto. "Anna Maria Franzoni, al momento del fatto di cui ha processo, aveva piena capacità di intendere e di volere. Anna Maria Franzoni è dotata - concludono i periti - di piena capacità processuale".
