cronaca

Autopsia Yara, si allungano tempi

06 Mar 2011 - 22:01
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Si allungano i tempi per avere le risposte dall'autopsia sul cadavere di Yara Gambirasio. Sembra che l'équipe di esperti che sta cercando di capire come e quando è morta la 13enne fornirà i primi dati martedì. Dal primissimo esame autoptico, svolto sul luogo del ritrovamento, sarebbero emerse sei ferite sulla schiena, sul collo e su un polso, compatibili con quelle di un'arma da taglio. Domenica la salma è stata riconosciuta dai genitori.

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Parroco a messa: "No a parole di odio e vendetta"
Circa 2mila persone hanno partecipato alla fiaccolata e alla messa organizzate a Brembate Sopra per Yara Gambirasio. Tutti i compagni di scuola hanno partecipato mentre i genitori di Yara, che sono rimasti a casa, hanno voluto ringraziare "tutti coloro che in questi mesi ci sono stati vicino", attraverso le parole del parroco, Don Corinno Scotti. Il sacerdote: "Giusto chiedere giustizia ma non dobbiamo avere parole di odio e di vendetta".

Ripresa l'autopsia, si proseguirà fino a tarda notte 
Dopo una breve pausa di mezz'ora, l'autopsia sul corpo di Yara è ripreso e dovrebbe proseguire ad oltranza fino a tarda notte. Un esame complesso quello che si svolge all'istituto di medicina legale di Milano con l'assistenza della dott.ssa Cristina Cattaneo, specialista in ricerche sui resti umani. Si tratta dell'autopsia (e di una serie di altri accertamenti scientifici) su un corpo in parte in avanzato stato di decomposizione e in parte mummificato, che e' stato esposto a un ambiente aperto e per di piu' sotto le intemperie. Situazione che richiede molte ore di attento lavoro.

Sospesa l'autopsia
L'autopsia sul corpo di Yara è stata sospesa intorno alle 20, ma probabilmente dopo la pausa per la cena proseguirà fino a tarda notte.

I volontari in silenzio stampa dopo le polemiche
Mentre monta la polemica sull'accuratezza delle ricerche, dopo le prime indiscrezioni su una certa confusione nella mappatura delle aree battute è stato imposto il silenzio stampa a tutti i volontari. "Non e' giusto che vengano dette queste cose - commenta uno di loro -. Noi ci siamo fatti un mazzo così per quasi tre mesi e non ci possono tirare una croce addosso perché non siamo professionisti. Io faccio un altro mestiere e quando arrivo a casa sono stanco morto". "Noi siamo manovalanza - gli fa eco un altro con in testa un cappello da ex alpino -, come veniamo usati non dipende da noi. Lo sapevo che alla fine avrebbero fatto lo scaricabarile su di noi".

In corso l'autopsia a Milano
Si sta effettuando nell'istituto di Medicina legale di Milano l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio. Al lavoro un'equipe di medici guidata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, esperta che in passato si è occupata delle vittime delle Bestie di Satana e del caso di Elisa Claps.

Nel campo solo ricerche marginali
Nel campo dove è stato trovato il cadavere di Yara, le ricerche erano state compiute, ma secondo alcune indiscrezioni, non in modo particolarmente approfondito. Il particolare emerge dagli accertamenti in corso da parte degli inquirenti che devono capire esattamente chi abbia condotto le ricerche nell'area incolta dove sono stati trovati i resti, in quale data e con quale metodologia. "Non si tratta di gettare la croce su nessuno, sia ben chiaro" dice un investigatore. Ma il particolare è fondamentale per capire se Yara possa essere stata abbandonata lì da tempo o più di recente.

I genitori dei compagni di scuola: "Senza parole"
Nessuna voglia di parlare, silenzio e riservatezza. Ancora scossi dalla notizia della morte di Yara Gambirasio, i genitori dei ragazzini che frequentano la scuola media delle suore Orsoline di Bergamo sono entrati nel cortile dell'istituto a testa bassa, tenendo i figli per la mano.  ''Non ci sono parole'', e ancora ''è un dolore troppo grande'', sono le brevi frasi che hanno ripetuto alcuni dei genitori, entrando e uscendo dalla scuola prima dell'inizio delle lezioni.

Parla l'uomo che ha trovato il corpo
Parla per la prima volta Ilario Scotti, l'uomo che sabato pomeriggio ha trovato nelle campagne della Bergamasca il cadavere di Yara Gambirasio. "Mi sono addentrato nel campo per recuperare il mio aeroplanino - racconta a L'Eco di Bergamo -. Quando l'ho trovato ho notato qualcosa fra le sterpaglie. La prima impressione è di aver visto un mucchio di stracci buttati lì da qualcuno. Ma appena mi sono reso conto che era una persona ho chiamato il 113". Leggi l'articolo.

Fiori sul banco di scuola
Un mazzo di fiori sul banco vuoto e ancora tanti messaggi d'affetto. Così i compagni di Yara Gambirasio hanno voluto ricordare la tredicenne uccisa e abbandonata in un campo a pochi chilometri da casa. Ad accogliere alunni e genitori all'entrata della scuola media delle Orsoline, la preside, suor Carla Lavelli. "Chi commesso un atto del genere dovrebbe ritrovare la propria umanità e costituirsi", ha detto.

Yara avrebbe tentato di ribellarsi
Qualche filo d'erba strappato tra le mani e le ferite sul polso. Sono questi gli elementi che farebbero pensare a un ultimo disperato tentativo di ribellarsi al suo omicida da parte di Yara Gambirasio.

In tasca manca il cellulare
I vestiti trovati indosso a Yara sono gli stessi che la ragazzina portava la sera della scomparsa. Tra i capelli l'elastico rosso e in tasca le chiavi di casa e l'iPod. All'appello manca solo il telefono cellulare. Nelle tasche, infatti, sono state rinvenute solo la sim card e la batteria del cellulare. Chi ha ucciso Yara si è preoccupato di non rendere rintracciabile il cadavere, dividendo il telefono in pezzi.