cronaca

Aborto, appello del Papa ai media

27 Nov 2010 - 18:44
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Il Papa ha rivolto un appello ai politici e ai media affinché promuovano una "cultura sempre rispettosa della vita". "Ci sono tendenze culturali - ha affermato alla veglia per la vita nascente - che cercano di anestetizzare le coscienze con motivazioni pretestuose". Il Pontefice ha poi ribadito che l'embrione umano è titolare di diritti inalienabili. "Non si tratta - ha scandito - di un cumulo di materiale biologico, ma di un nuovo essere vivente".

Benedetto XVI è sceso nella Basilica Vaticana per la celebrazione solenne dei primi vespri dell'Avvento, "inizio del nuovo anno liturgico per la vita della Chiesa", quest'anno preceduta da una "Veglia di Preghiera per la vita nascente" promossa dal Pontificio Consiglio per la Famiglia e celebrata in tutta la Chiesa Cattolica.

"Esorto - ha detto nell'omelia - i protagonisti della politica, dell'economia e della comunicazione sociale a fare quanto è nelle loro possibilità per promuovere una cultura sempre rispettosa della vita umana, per procurare condizioni favorevoli e reti di sostegno all'accoglienza e allo sviluppo di essa".

"Riguardo all'embrione nel grembo materno, la scienza stessa - ha sottolineato il Papa teologo - ne mette in evidenza l'autonomia capace d'interazione con la madre, il coordinamento dei processi biologici, la continuità dello sviluppo, la crescente complessità dell'organismo. Non si tratta - ha scandito il Papa teologo - di un cumulo di materiale biologico, ma di un nuovo essere vivente, dinamico e meravigliosamente ordinato, un nuovo individuo della specie umana".

Ogni essere umano, ha proseguito Papa Ratzinger, "ha il diritto di non essere trattato come un oggetto da possedere o come una cosa che si puo' manipolare a piacimento, di non essere ridotto a puro strumento a vantaggio di altri e dei loro interessi". "La persona - ha continuato Benedetto XVI - è un bene in se stessa e occorre cercare sempre il suo sviluppo integrale. L'amore verso tutti, poi, se è sincero, tende spontaneamente a diventare attenzione preferenziale per i più deboli e i più poveri".

"Su questa linea - ha concluso - si colloca la sollecitudine della Chiesa per la vita nascente, la più fragile, la più minacciata dall'egoismo degli adulti e dall'oscuramento delle coscienze".