Polemiche per le foto e interviste pagate dai media per avere notizie "fresche" sul delitto Sarah. La vicenda sta avendo pesanti ricadute anche sui legali che assistono i protagonisti della vicenda. L'Ordine degli avvocati li ascolterà per capire se davvero siano stati violati i principi deontologici. Daniele Galoppa, difensore di Michele Misseri, ammette: "Mi sono fatto pagare per andare in tv. Soldi anche a Cosima e Sabrina".
"Non capisco perché non dovrei farlo anche io: alcune trasmissioni pagano, è vero, ma bisogna saperci fare", si difende Galoppa che aggiunge: "Anche Cosima e Sabrina sono state lautamente compensate".
A essere sotto accusa sono gli avvocati Vito Russo, Emilia Velletri, difensori di Sabrina, e Daniele Galoppa, legale d'ufficio del padre, che saranno dunque ascoltati dal Consiglio per chiedere chiarimenti sul loro comportamento professionale, per le accuse reciproche rivolte durante alcune trasmissioni televisive e alla loro stessa partecipazione a programmi tv. L'Ordine degli avvocati ha acquisito anche una copiosa documentazione audio-video. Ai tre legali potrebbe essere contestata innanzitutto la violazione dell'articolo 12 della legge professionale forense, nel quale è prescritto che "gli avvocati ed i procuratori debbono adempiere al loro ministero con dignità e con decoro, come si conviene all'altezza della funzione che sono chiamati ad esercitare nell'amministrazione della giustizia".
Aperta inchiesta su fuga di notizie
Intanto la Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un fascicolo di indagine sulla fuga di notizie e la violazione del segreto istruttorio, determinato dalla pubblicazione dei verbali e delle registrazioni degli interrogatori, anche di persone semplicemente informate dei fatti.
Quanto all'episodio della tentata vendita ai giornalisti del Tg2 di alcune foto del garage della famiglia Misseri, la Procura avrebbe individuato il responasbile: sarebbe il consulente di uno studio legale. Lo studio legale coinvolto, (marginalmente, in quanto i titolari dello studio erano completamente all'oscuro di tutto), hanno fatto partire un telegramma di revoca del mandato al consulente che aveva chiesto ottomila euro per diffondere delle foto. Nella giornata di mercoledì, a casa del consulente, i militare dell'arma hanno effettuato perquisizioni.
