Un imprenditore di Trento, Fabrizio Collini, 56 anni, recentemente coinvolto in un'inchiesta su presunte tangenti in appalti pubblici, si è suicidato gettandosi da un viadotto dell'A26. Collini aveva però chiuso ad aprile i suoi conti con la giustizia. Il 56enne, infatti, aveva patteggiato a due anni e tre mesi di reclusione. Le accuse nei suoi confronti erano di corruzione e turbativa.
Aveva anche definito il risarcimento dei danni: 8 milioni di euro (allo Stato) erano stati pagati dalla Collini spa e da Fabrizio Collini in persona; 560.000 euro era invece il danno risarcito alla Provincia di Trento; 100.000 euro erano andati all'Istituto de Tschiderer di Trento e infine 60.000 euro all'Air della Rotaliana. Nei mesi precedenti Collini aveva già patteggiato un anno e due mesi di reclusione per i reati sessuali, contestati collateralmente all'inchiesta sugli appalti pubblici.
Legale: "Siamo increduli"
Incredulità e stupore, oltre che tristezza per l'accaduto viene espressa da uno dei legali di Fabrizio Collini. "Nessuno se l'aspettava - ha affermato Marco Stefenelli - .L'aveva sentito martedì. Non riusciamo a crederci". Collini ha attentamente pianificato il suo suicidio. In macchina ha sistemato le lettere per i due figli e per i suoi avvocati e un foglietto, battuto a macchina, con i numeri di telefono dei familiari che avrebbero dovuto essere avvisati della sua morte. Poi ha chiuso la macchina non a chiave e si è incamminato sul viadotto Gorsexo, il più alto dell'A26, 100 metri su un fiumiciattolo tra gli alberi, sulle alture di Genova Voltri. Arrivato al centro del viadotto, è salito sulla rete e si è buttato di sotto. Avvertiti dagli automobilisti, sul posto si sono recati il 118 e i vigili del fuoco che hanno provveduto al recupero del cadavere.
