Genova: dopo essere iniziata con quasi un'ora di ritardo, Italia-Serbia è stata definitivamente interrotta dopo sei minuti di gioco per un nuovo lancio di fumogeni in campo da parte degli ultrà ospiti. Le squadre sono rientrate negli spogliatoi e lo stadio si è svuotato. Fuori dallo stadio Ferraris lancio di oggetti con altri tifosi italiani ma le forze dell'ordine hanno mantenuto il controllo della situazione.
Alla sospensione della gara i tifosi serbi posizionati nel settore 6 hanno abbandonato per la maggior parte il loro posto e sono usciti nella zona di filtraggio. Fuori dallo stadio pero' ad attenderli c'erano un centinaio di tifosi italiani. Alcuni tifosi serbi inoltre hanno scavalcato i tornelli cercando lo scontro fisico. Le forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno formato un cordone divisorio utilizzando anche i mezzi blindati.
Polemica con le autorità serbe
Tifosi così pericolosi "non dovevano arrivare a Genova''. Lo ha detto Roberto Massucci, responsabile per il Viminale della sicurezza della nazionale italiana di calcio. "Dai tradizionali canali di collegamento con la polizia serba, non era arrivato alcun segnale sul grado di pericolosità di questi tifosi. Noi per esperienza avevamo predisposto un apparato adeguato, ma mai avremmo immaginato un livello di aggressività così alto".
"L'apparato di sicurezza predisposto dalle autorità italiane è stato adeguato - ha spiegato Masucci - I controlli sono stati accurati, ma evidentemente chi ha intenzione dolosa di far entrare fumogeni in uno stadio, vi riesce, come dimostrano anche le vicende italiane".
La polizia non ha caricato per evitare il peggio
La decisione delle forze dell'ordine di non intervenire con una carica allo stadio Marassi di Genova nella curva occupata dai tifosi serbi sarebbe stata dettata dalla preoccupazione di evitare ''scontri violenti che sarebbero potuto degenerare''. E' quanto trapela da fonti della sicurezza che stanno seguendo l'evolversi della situazione dentro e fuori lo stadio. Inoltre - viene fatto rilevare - il non intervento e' stato deciso anche per tutelare la sicurezza degli altri spettatori che erano allo stadio Marassi e che sarebbero potuti rimanere coinvolti negli scontri. Le forze dell'ordine stanno ora decidendo come procedere nei confronti dei tifosi serbi tuttora assiepati sulla curva di Marassi.
Altri scontri fuori dallo stadio
I tifosi serbi, rimasti nello stadio, hanno aperto i cancelli e sono usciti. La polizia è dovuta intervenire per ricacciarli all'interno. E' stato uno scontro corpo a corpo. Fumogeni e lanci di oggetti. Gli scontri sono proseguiti nella piazza tra i pullman. Almeno 15 feriti: tra questi un carabiniere ed un poliziotto che hanno riportato un trauma cranico e uno facciale. Sei feriti sono stati trasferiti all'ospedale San Martino di Genova, sei all'ospedale Galliera, due al Villa Scassi.
Bilancio finale: 16 feriti e 10 fermati
Le forze hanno condotto accertamenti in cerca delle persone che hanno partecipato agli atti piu' violenti ed in particolare del serbo tatuato e col passamontagna che ha tagliato con un tronchesino la rete della gabbia del settore ospiti lato gradinata nord. Vario materiale - tra cui bastoni, spranghe e anche coltelli - e' stato sequestrato nel corso delle perquisizioni. Sarebbe stato inoltre trovato anche uno zainetto con all'interno dei grossi petardi o bombe carta. Il bilancio di quanto rinvenuto sara' comunque fatto nelle prossime ore. Si sta inoltre vagliando la posizione di vari tifosi serbi ed i fermati sarebbero almeno una decina. Intanto sale a 16 il numero dei feriti (8 all'ospedale San martino, 5 al Galliera, 2 al Villa Scassi, ed uno ha rifiutato il ricovero). Si e' aggiunto infatti un appuntato dei carabinieri con una lesione ad un orecchio, e trasportato all'ospedale San Martino.
