Ancora una notte di tensioni tra forze dell'ordine e manifestanti a Terzigno (Napoli) dopo un corteo contro l'apertura di una seconda discarica nel territorio vesuviano. Un funzionario di polizia sarebbe rimasto ferito, mentre un manifestante è stato arrestato. Oltre mille persone si sono radunate in prossimità del luogo in cui dovrebbe essere realizzato l'invaso. Distrutti cinquanta camion. Due autocompattatori sono stati dati alle fiamme.
Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine, gli agenti avrebbero reagito con cariche di alleggerimento e un lancio di lacrimogeni per disperdere la folla e per fare largo ai mezzi che dovevano sversare dopo che era scattato un blocco stradale sulla rotonda che porta al sito. La guerriglia a Terzigno non sembra avere tregua. La protesta vede riuniti da diversi giorni i residenti di diversi comuni della zona vesuviana con la presenza diretta dei sindaci contro la paventata ipotesi di realizzazione una seconda discarica nel Parco del Vesuvio dopo quella già in funzione.
La tensione è esplosa anche a Napoli con un gesto vandalico: 46 mezzi utilizzati nella raccolta danneggiati in un raid vandalico nell'autoparco di Enerambiente. Opera di una cinquantina di persone, per ora ignoti. E' il colpo di grazia, reagiscono in Comune a denti stretti, dove da giorni si combatte con una vertenza tra azienda e lavoratori che sta paralizzando il prelievo. Si sono tentati rimedi in extremis: il sindaco ha chiesto l'aiuto del questore per proteggere i pochi operatori che potranno uscire nella notte. E il questore, Santi Giuffré, annuncia pochi minuti dopo che la polizia scorterà i mezzi della raccolta. "Non possiamo permetterci un altro agguato - spiega - e saremo presenti in grande forza anche a Terzigno", altro fronte caldo dell'emergenza.
C'è stata anche la convocazione di un comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura per gestire la tensione esplosa nelle ultime notti a Terzigno: dove le proteste, contro l'eventualità dell'apertura della seconda discarica, sono degenerate in violenza ad opera di alcuni facinorosi che hanno danneggiato dei mezzi. Cinque persone sono state ascoltate dalla Digos.
Il sindaco avverte la Procura della Repubblica e la questura mobilita i suoi uomini. Ma intanto Napoli che si era svegliata con 755 tonnellate di rifiuti a terra (mercoledì erano 600, quindi la crisi peggiora), e ne aveva viste sparire 150, rischia di trovarsi, sepolta dalla spazzatura. In Comune non si fanno pronostici sulla raccolta delle prossime ore: "Posso solo dire che stiamo facendo ogni sforzo", risponde l'assessore alla Igiene della città, Paolo Giacomelli, quando gli si chiede una previsione.
Il ministero: non si può escludere la mano della camorra
In questo caos rifiuti, che ha fatto divampare scontri e proteste, "vi è il tentativo di gruppi anarchico-insurrezionali o dell'area dell'antagonismo di aizzare la protesta sociale, mettendo un Comune contro l'altro o comunque impedendo l'individuazione dei siti e lo stoccaggio dei rifiuti o tentando di farlo" e non si può escludere la mano della camorra, secondo il sottosegretario al ministero degli Interni Alfredo Mantovano. "Non ci sono riscontri obiettivi in questo momento di una attività coordinata delle organizzazioni camorristiche presenti sul territorio - ha continuato Mantovano - però è evidente che non si può escludere in assoluto un'ipotesi del genere dal momento che il traffico dei rifiuti per decenni ha rappresentato uno dei filoni più redditizi di attività della stessa camorra".
