cronaca

Motopesca,sospeso comandante libico

16 Set 2010 - 22:02
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Il comandante della motovedetta libica che ha sparato domenica scorsa al peschereccio italiano "è stato sospeso dal servizio e messo sotto interrogazione". Lo ha annunciato una nota del Ministero degli esteri libico riferendo che "la commissione speciale istituita per indagare sullo spiacevole incidente ha iniziato il suo lavoro". Nel frattempo spunta un giallo sulle armi usate durante l'assalto alla nave italiana.

"Il comitato generale per le comunicazioni estere e la cooperazione internazionale - si legge nella nota - dichiara che la commissione speciale istituita per indagare sullo spiacevole incidente che riguarda gli spari contro il peschereccio italiano da parte di una motovedetta libica domenica 12 settembre ha iniziato il suo lavoro e che il comandante della motovedetta libica è stato sospeso dal servizio e messo sotto interrogazione". "Inoltre - ha aggiunto il ministero degli esteri di Tripoli - la commissione sopra citata ascolterà le parti implicate nell'incidente".

Il giallo delle armi
Si fa sempre piu' complessa la vicenda del peschereccio Ariete mitragliato dalla vedetta libica. Alle discordanze nella ricostruzione dei fatti ora si aggiunge il "giallo" legato alle armi che hanno sparato contro il motopesca. La questione legata alle armi è centrale. I primi esiti degli accertamenti tecnici eseguiti dai carabinieri del Ris di Messina, al lavoro per preparare la perizia balistica delegata dalla Procura di Agrigento, parlano di fori di 10 millimetri prodotti da armi fisse in dotazione alla motovedetta libica.

Un particolare, quello delle armi fisse, importante, che tra l'altro, solo apparentemente, non coinciderebbe con la ricostruzione ufficiale del caso riportata nel rapporto steso due giorni fa dal Viminale. Ma la Guardia di finanza, che a suo tempo ha ceduto per conto dell'Italia sei unita' navali a Tripoli, assicura che le imbarcazioni sono state disarmate prima della consegna e che ''i colpi esplosi in direzione del peschereccio italiano provenivano da armi portatili di bordo, non montate su supporto fisso, di proprieta' della Guardia Costiera libica''. Armi di calibro modesto, che potrebbero essere usate anche con supporti temporanei, come un bipiede.